Direttiva PED

Molte volte si sono sentite notizie che parlano di bombole di gas scoppiate con danni a cose e soprattutto persone molto gravi. La realtà dei fatti è che esse non esplodono, non sono bombe ma dei contenitori ad alta pressione che possono rompersi come per esempio se immettiamo del gas ad una pressione maggiore di quella supportata.

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Quando questo succede si verifica una fuoriuscita del contenuto che in genere non è in forma gassosa ma liquefatta. Questa sostanza in presenza di un innesco, quale per esempio una scintilla, esplode.  Quindi è il contenuto che scoppia o deflagra, mentre la bombola si può rompere ed al massimo spostarsi, per effetto della reazione alla fuoriuscita violenta del gas contenuto in essa.

Danni e pericoli legati alla rottura della bombola rimangono ed è quindi opportuno che la progettazione sia fatta in modo preciso rispettando le tutte le caratteristiche di sicurezza. Devono essere oltretutto indicate le caratteristiche e le prestazioni di tale bombola in modo da evitare utilizzi errati.

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La DIRETTIVA PED è ciò che disciplina tutta l’attività per giungere alla Marcatura CE di tutte le apparecchiature che operano con pressioni presenti superiori al 0,5 Bar relativi (1,5 assoluti). Questa direttiva classifica i contenitori a pressione con diversi gradi di pericolo. Da un certo grado di pericolo in su la Marcatura CE prevede obbligatoriamente anche l’intervento di un Organismo Notificato.

Bombole per gas domestico e bombole da campeggio sono collaudate TUTTE con pressioni molto più alte di quelle di esercizio. Nella fase di produzione viene prelevato ad intervalli di tempo regolari  un campione e viene portato a rottura. Le pressioni necessarie in quest’ultimo test sono impressionanti e ci fanno dedurre che è molto difficile per le bombole ad uso domestico “esplodere”.

Sono molti altri i recipienti a pressione installati su impianti e macchinari, tutti questi devono essere marcati CE ed, a seconda degli impieghi, debbono anche sottostare a controlli da parte di istituti notificati, cioè ufficialmente riconosciuti, questi attestano la conformità del prodotto tipo, ma spetta al costruttore espletare tutte le pratiche per la marcatura, che è l’unica strada per la messa in commercio.

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