Marcatura CE

Marcatura CE significa garantire al consumatore prodotti sicuri, conformi alle norme Europee ed evitare problemi con le autorità e le forze dell’ordine in caso di controllo. Produttori/importatori/mandatari hanno molti dubbi sull’argomento, anche a causa di informazioni fuorvianti. La nostra società aiuta a chiarirli guidando i clienti passo passo nella corretta realizzazione dei documenti atti a dimostrare la sicurezza dei prodotti. Spieghiamo di seguito di  in cosa consiste la marcatura CE e descriviamo nel dettaglio il contenuto della nostra consulenza su questo argomento.

Schema marcatura CE

Schema marcatura CE

Abbiamo deciso di rappresentare gli step della marcatura CE di un prodotto, suddividendoli in tre principali fasi:

1) Produzione o importazione di un prodotto

2) Analisi delle direttive sulla marcatura CE e corretta collocazione del prodotto nel loro rispetto

3) Marcatura CE del prodotto.

Vediamo i vari punti in dettaglio:

1) Ogni prodotto che viene realizzato od importato (immesso in libera pratica) deve rispettare delle norme specifiche proprie, al fine di garantirne la sicurezza per l’utente finale. Il produttore e/o importatore deve assicurarsi che tali norme siano rispettate e che quindi il prodotto sia “ammissibile in libera pratica“.

2) Molti tipi di prodotti hanno l’OBBLIGO di essere marcati CE, affinché sia possibile l’immissione in libera pratica. Per capire se un prodotto ha tale obbligo, bisogna conoscere le direttive e sapere individuare quelle pertinenti. Bisogna inoltre controllare se esistono o meno delle Norme armonizzate per il prodotto.

3) Si deve procedere poi alla marcatura CE. Nella figura sopra riportata si individuano prodotti che necessitano di certificati ed altri no, per poter essere marcati. TUTTE LE DIRETTIVE SPECIFICANO CHIARAMENTE CHE IL FASCICOLO TECNICO E’ SEMPRE OBBLIGATORIO, MA SOLO IN ALCUNI CASI IN ESSO CI DEVONO ESSERE I CERTIFICATI, CHE SONO OBBLIGATORI SOLO PER ALCUNE CATEGORIE DI PRODOTTO.

La marcatura CE è in sostanza un’autocertificazione, quindi il fascicolo tecnico, deve essere preparato (nel modo corretto) dal produttore, dall’importatore o dal mandatario e non da un soggetto extraeuropeo, come spesso accade. Quindi il soggetto obbligato deve risiedere nella comunità Europea. Il certificato, quando è necessario, deve essere emesso da un Organismo Notificato.

In cosa consiste nel dettaglio il lavoro della C.&C. s.a.s?

La nostra società esegue i tre step sopra indicati mettendosi al Vostro posto. Ciò che è stato descritto fino ad ora è tutt’altro che un’operazione semplice e implica uno studio ed una conoscenza della materia molto approfondito. Nel dettaglio il nostro lavoro consiste nel:

1) Analizzare i prodotti, indicare le norme di progettazione e verificarle insieme sul prodotto.

2) Individuare la direttiva pertinente al prodotto e ricercare le norme ad essa armonizzate.

3) Creare il fascicolo tecnico corretto del vostro prodotto. Questo è composto da una serie di documenti (tra cui il certificato se richiesto dalla legge), che devono essere predisposti correttamente per evitare problemi civili e penali con le forze dell’ordine. Se il prodotto necessita di certificato la nostra società segue anche questa operazione. Ovvero ci occuperemo di contattare gli Organismi Notificati e di seguire tutta l’operazione nel modo corretto.

Il risultato finale sarà un prodotto che risulterà essere a norma e correttamente marcato CE e potrà essere immesso in libera pratica in tutto il mercato Europeo.

Vogliamo fornire i nostri servizi solo a coloro che vogliono lavorare nel rispetto delle leggi e delle norme, conoscendole per applicarle correttamente e non per eluderle.

Oltre alla marcatura CE svolgiamo le seguenti attività:

consulenze e perizie tecniche

deposito brevetti

registrazione marchi

consulenza commerciale, di marketing e web marketing

forniamo inoltre attività di consulenza gestionale, per il controllo manageriale delle aziende e per l’implementazione dei sistemi di gestione per la  qualità, secondo le norme ISO 9001 2008, ed abbiamo portato a certificazione decine di aziende.

 

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261 comments to this article

  1. Francesco Coda

    on 16 febbraio 2017 at 16:28 - Rispondi

    Salve,
    con la mia piccola azienda, produciamo o meglio assembliamo una serie di elementi per comporre acquari di arredo natura che vanno in attività commerciali ed anche impianti di fish pedicure per centri estetici;
    Ora per meglio commercializzare questi prodotti, mi sono rivolto ad una società creditizia per far rateizzare ai miei clienti, il costo come leasing operativo, ma mi hanno richiesto il certificsto CEE che però non posso produrre per l’intero sistema, ma solo per l’insieme delle loro componenti;
    Quindi ogni volta che creo un nuovo acquario devo fare questo certificato di conformità dell’impianto? e poi quanto puo costare?
    la ringrazio anticipatamente per la sua risposta.
    Francesco Coda

    • admin

      on 22 febbraio 2017 at 14:06 - Rispondi

      Salve, ritengo che le informazioni in Suo possesso in merito alla marcatura CE non siano corrette.
      Lei parla di documenti relativi ai componenti, ma non parla della marcatura CE di tutto l’insieme, che è proprio quello che Le chiede la legge.
      Lei deve fare la marcatura dei Suoi prodotti, che assembla partendo da componenti già marcati.
      Nel caso Le necessitino ulteriori informazioni siamo a Sua disposizione.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  2. Tecnico Condizonamento

    on 9 febbraio 2017 at 15:58 - Rispondi

    Gentile ing Carraro,
    sono un giovane neodipendente di una piccola azienda che produce in Italia (made in italy) macchine per il condizionamento industriale come ad esempio chiller e pompe di calore e le vende principalmente nel mercato europeo. Recentemente sono stato incaricato dalla proprietà di informarmi e documentarmi circa il nostro obbligo o meno di fornire agli acquirenti delle nostre macchine i certificati dei componenti con cui sono assemblate le macchine e le dichiarazioni di conformità CE per ciascuno di essi.
    Mi sono rivolto ai consulenti dell’azienda senza ottenere risposte soddisfacenti e ora che sto provando ad arrangiarmi mi sono imbattuto in questo sito dove ho notato con piacere che esistono ancora persone che con passione e competenza rispondono gratuitamente a molti quesiti spesso ostici anche per gli specialisti o che tali si dichiarano.
    Nello specifico sono solo alcuni clienti tedeschi (e quindi macchine vendute in Europa) che affermano che secondo la normativa (quale???) è obbligatorio fornire i certificati e le conformità CE di ogni singolo componente.
    Per tutte le nostre macchine è presente il fascicolo tecnico, e per ciascuna macchina prodotta viene rilasciata e fornita la dichiarazione di conformità CE.
    Premesso che comunque ogni singolo componente che impieghiamo per assemblare le macchine è dotato di certificato che dichiara come sia rispondente alle normative UE in materia e riporta inoltre la marcatura CE, vorremmo capire se la richiesta di questi clienti è sensata e suffragata da qualche norma e cioè siamo tenuti a fornire loro tutti i certificati e le dichiarazioni di conformità di ogni singolo componente della macchina, oppure se come con gli elementi e le conoscenze a me a disposizione non siamo tenuti a fornire tale documentazione per ogni singolo componente, ma semplicemente la dichiarazione di conformità CE della macchina assemblata da noi prodotta.
    Volendo al limite tenere conto dell’aspetto che la macchina potrebbe essere considerata complessa per il fatto che ci sono dei ventilatori o delle pompe incorporate, il loro funzionamento non è mai indipendente dalla logica di funzionamento globale della macchina e di fatto questa unione comporta che pompe, ventilatori o gli altri componenti siano comandati in modo da funzionare solidalmente, ovvero con una unica logica di comando che impone loro di effettuare le diverse operazioni in modo armonizzato. E quindi in sostanza se volessimo considerarla una macchina complessa quello che è obbligatorio è la marcatura unica dell’intero insieme, mentre la marcatura delle singole macchine costituenti l’insieme non è indispensabile a meno che queste singole unità possano funzionare in modo indipendente, situazione quest’ultima che non si verifica.
    Non sono uno specialista in materia ma sto cercando di trovare una risposta che non sia vaga e per sentito dire come quella dei “consulenti” fino ad ora incontrati, ma con cui sia possibile fornire con tanto di normative, articoli, allegati…… di riferimento cosa è obbligatorio e cosa non è obbligatorio fornire ai clienti in termini di certificazioni o marchiature o dichiarazioni.
    Saprebbe gentilmente darmi delucidazioni e indicarmi queste eventuali normative?
    Grazie in anticipo
    Cordialmente
    Un giovane ingegnere

    • admin

      on 10 febbraio 2017 at 19:25 - Rispondi

      Salve, carissimo “giovane ingegnere” il Suo commento mi conforta, perchè scopro che ci sono ancora dei giovani coscienziosi e di buon senso, mi permetto di usare questo tono dall’alto (o basso) dei miei 66 anni, di cui 42 di professione.
      Lei dimostra più intelligenza applicata, dei sedicenti consulenti che non Le sanno rispondere e mi conforta(si fa per dire) nel dimostrare che gli italiani non hanno la prerogativa della stupidità.
      Infatti se i Vostri clienti avessero letto la direttiva macchine, almeno una volta, non farebbero queste richieste e dato che parlano senza conoscere ciò di cui parlano, sono semplicemente stupidi.
      L’ignoranza si giustifica e si risolve, apprendendo, la stupidità è purtroppo una malattia sempre recidiva.
      Innanzitutto cancelli dal Suo vocabolario tecnico tutte le parole con suffissi “certi”, di certo a questo mondo ci sono due cose: la morte ed il “non limite” della stupidità.
      Che valore ha nei confronti di un cliente (che chiaramente vuole essere preso in giro e se lo meriterebbe), un documento su cui sta scritto: il presente documento riguarda esclusivamente il campione che è stato testato, ma non dice nulla sulla produzione di serie?
      Quel documento, il certificato appunto, è stato creato per dire al produttore, che un suo campione va bene e li finisce la sua funzione. Non esiste alcuna legge che indichi di consegnare ai clienti la documentazione, che compone il fascicolo tecnico e men che meno i certificati, qualora siano presenti e/o richiesti dalla legge, ma non è il Suo caso.
      In questo ambito in ogni caso parliamo di marcatura CE, ed anche Voi dovete rifiutare categoricamente inutili fotocopie di inutili certificati, dovete ricevere le dichiarazioni di conformità e dovete consegnare ai Vostri clienti la Vostra dichiarazione di conformità, che deve essere relativa alla macchina completa.
      Non si crei inutile confusione, la macchina, semplice o complessa, rimane macchina ed è l’insieme funzionante consegnato al cliente, le varie parti sono quasi macchine, possono non riportare il marchio CE, ma sono ovviamente soggette alle procedure di marcatura previste dalla direttiva macchine, prima fra tutte l’analisi dei rischi che assieme al manuale (non è che per caso c’è confusione tra manuale e fascicolo tecnico?), costituisce il 90% di tutto ciò che si deve fare dal punto di vista documentale.
      Cosa dire ai tedeschi, in Veneto diremmo:- li mandi in mona, ma ovviamente il bon ton commerciale indica un altro comportamento, quindi chieda loro di scrivere in base a quale legge europea richiedono, qualcosa di diverso da: manuale di installazione, uso e manutenzione, dichiarazione di conformità dell’interra macchina e l’etichetta, relativa all’intera macchina.
      Conosco perfettamente le ragioni delle richieste dei tedeschi, esse sono motivate da una realtà oggettiva, ovvero i nostri imprenditori sono contemporaneamente “bravissimi” e “cialtroni”.
      Bravissimi perchè fanno le cose meglio di molti altri, lo dimostra il fatto che loro acquistano da Voi, cialtroni perchè alla domanda: in base a quali leggi avete costruito questo prodotto, prima spalancano la bocca, poi dicono:in base alla mia esperienza, perchè si fa così, perchè ho sempre visto fare così. Mai una volta che citino una direttiva, una legge, una norma.
      Questo li fa sembrare, ma solo sembrare, degli incapaci e per un popolo (i tedeschi) che va al bagno con il manuale, questo modo di fare è incomprensibile e destabilizzante.
      Dite ai tedeschi che Voi conoscete e rispettate le leggi europee, se non le conoscete Ve le posso indicare, e che quando loro vi dimostreranno il contrario, potrete continuare la discussione.
      Spero almeno che Vi siate fatti pagare in anticipo.
      La ringrazio per il commento e La saluto cordialmente.
      ing. Carraro

      • Tecnico Condizonamento

        on 13 febbraio 2017 at 09:47 - Rispondi

        Gentile ing. Carraro,
        la ringrazio di cuore per le preziose informazioni e dell’esauriente risposta, confermo che per le nostre unità è presente il fascicolo tecnico completo e non solo il manuale. Oltre al rispetto della 2006/42 lavoriamo in regime di qualità e siamo aggiornati secondo le direttive UE/CE e norme UNI e CEI che ci competono. Come sospettavo si tratta quindi di un eccesso di zelo di alcuni clienti, riferirò del suo consiglio e di come sta realmente la situazione alla proprietà, lasciando a loro il come gestire da un punto di vista diplomatico questo aspetto. Sinceramente dalla mia posizione non saprei dire come stanno a pagamenti…però sapere che quanto ci è richiesto da un punto di vista normativo siamo ottemperanti è già un buon punto di partenza anche per eventuali richieste o claims futuri dei clienti più meticolosi.
        Davvero grazie ancora per il tempestivo e pronto supporto, la stimo per il suo impegno e preparazione
        Cordialmente

        • admin

          on 16 febbraio 2017 at 10:46 - Rispondi

          Salve, mi fa piacere che le mie informazioni Le siano state utili, quando ha necessità siamo sempre a disposizione.
          La saluto cordialmente
          ing. Carraro

  3. Domenico Salvatore

    on 3 febbraio 2017 at 19:17 - Rispondi

    Buonasera e grazie per l’interessante blog.
    Volevo chiedere un chiarimento circa l’obbligo o meno di riportare la dichiarazione di conformità per prodotti che ricadono sotto le direttive Bassa Tensione ed EMC (oltre che ovviamente RoHS, REACH e WEEE).
    Grazie per l’attenzione

    • admin

      on 6 febbraio 2017 at 11:47 - Rispondi

      Salve, nella dichiarazione di conformità si devono riportare tutte le direttive che sono pertinenti al prodotto in oggetto e che devono essere rispettate obbligatoriamente.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  4. Giulio

    on 1 febbraio 2017 at 17:20 - Rispondi

    Buongiorno;
    una azienda con sede in Inghilterra è considerata Extraeuropea?

    Grazie

    • admin

      on 2 febbraio 2017 at 10:50 - Rispondi

      Salve, ASSOLUTAMENTE NO, nè ora che la brexit non è ancora partita e l’Inghilterra è ancora a tutti gli effetti UE, nè in futuro, perchè nessuno ha interesse ad escludere la marcatura CE dagli accordi bilaterali. Giusto per informazione, anche la Svizzera è UE per quanto riguarda il marchio CE.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  5. Giacomo

    on 1 febbraio 2017 at 11:53 - Rispondi

    Buongiorno,

    Sto acquistando una pompa in cui è assemblato anche il motore e il costruttore mi fornisce sia il certificato CE per la pompa sia il certificato CE del motore.
    Sono sufficienti o devo richiederne uno unico che consideri l’assieme motore-pompa?

    Grazie
    Cordiali Saluti
    Giacomo

    • admin

      on 2 febbraio 2017 at 10:48 - Rispondi

      Salve, vecchia storia e sempre la solita ignoranza o malafede (non parlo di Lei, ovviamente).
      Chi vende una macchina e la pompa è macchina con o senza motore, deve rispettare la direttiva macchine, quindi deve consegnare: prodotto, manuale, dichiarazione di conformità ed etichetta CE, il tutto deve essere a nome di chi vende a meno che sul prodotto non ci sia riportato il nome del costruttore originario e quindi chi vende è un rivenditore.
      I certificati, se tali sono, se li deve tenere il produttore o il rivenditore, ma non deve essere consegnato al cliente.
      Quindi Lei deve ricevere un prodotto marcato CE, accompagnato con un manuale e da una dichiarazione di conformità firmata dal responsabile della ditta indicata in etichetta, nessun certificato sostituisce questi documenti e Le deve essere consegnato.
      Cordiali saluti
      Ing. Carraro

  6. Pasquale

    on 1 febbraio 2017 at 11:20 - Rispondi

    Salve
    Produciamo dei barilotti per clarinetti in legno di cocobolo e ebano.
    Acquistiamo questi legni esotici in Italia o in paesi comunitari.
    Il legno viene solo lavorato senza aggiunta di vernici o altro.
    Bisogna, in questo caso, avere una certificazione CE per la produzione?

    • admin

      on 2 febbraio 2017 at 10:12 - Rispondi

      Salve, il prodotto ed i suoi accessori non rientrano in alcuna direttiva che ne imponga la marcatura CE, però devono rispettare la 2001/95/CE che è molto simile a tutte le altre direttive.
      A disposizione per ulteriori chiarimenti.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  7. Ciro

    on 26 gennaio 2017 at 22:10 - Rispondi

    Salve, su una specchiera con fasce satinate dove c’è illuminazione a LED, che tipo di normativa ci vuole.

    • admin

      on 31 gennaio 2017 at 16:53 - Rispondi

      Salve, il prodotto è elettrico/elettronico e deve essere marcato CE secondo varie direttive che può scaricare dal sito Europa.EU.
      La saluto cordialmente
      Ing. Carraro

  8. Massimiliano

    on 11 gennaio 2017 at 11:34 - Rispondi

    Buongiorno Ing.,
    volevo chiederLe un’informazione.
    Vorrei immettere nel mercato un prodotto già presente e marcato CE. In quanto distributore, vorrei cambiare l’etichetta con una personalizzata piuttosto di quella del produttore (il tutto in accordo con lo stesso). Nella sezione in etichetta riservata al marchio CE e info varie devo obbligatoriamente lasciare la denominazione del produttore o posso inserire il nome del distributore?
    Grazie
    Cordiali Saluti

    • admin

      on 11 gennaio 2017 at 19:02 - Rispondi

      Salve, per la legge chiunque vende con il proprio nome è considerato produttore e ne ha tutti gli obblighi.
      Quindi se sul prodotto ci sarà solo il Suo nome, Lei sarà il produttore e dovrà predisporre tutto il fascicolo tecnico, se invece compare come distributore, dovrà mantenere il nome del produttore, ma le responsabilità Sue non saranno molto minori.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  9. Dario

    on 8 gennaio 2017 at 14:06 - Rispondi

    Salve, lavoro nel settore manufatturiero, produciamo manufatti in cemento. Per i prodotti di grosse dimensioni con marcatura CE abbiamo sempre apposto un etichetta sulla bolla di consegna del materiale. Visto che il prodotto verrà rivenduto successivamente dai vari rivenditori il cedolino apposto sulla nostra bolla non andrà al cliente finale.

    Il mio dubbio è se l’apposizione dell’etichetta sulla bolla sia un procedimento giusto oppure si può evitare di apporla.

    Preciso che sul sito dell’azienda abbiamo pubblicato la “dichiarazione di prestazione DOP” accessibile a tutti.

    • admin

      on 11 gennaio 2017 at 18:43 - Rispondi

      Salve, l’applicazione del marchio CE deve essere fatta: sul prodotto, sulla confezione, sui documenti di trasporto e la decisione si deve prendere in base alle problematiche di ogni singolo caso. L’opzione “non metterla” non è prevista.
      La pubblicazione di documentazione sul sito è consentita, ma mi risulta un po’ difficile comprendere come la dichiarazione di prestazione che deve essere relativa alle prestazioni di ogni singolo prodotto e di ogni singolo lotto, possa essere resa disponibile a tutti. Io acquirente voglio le prestazioni del prodotto che ho acquistato io, non quelle di altri prodotti, penso inoltre che data la tipologia dei prodotti, non sia così scontato che le prestazioni siano proprio sempre le stesse.
      Comunque è il produttore che si assume la responsabilità di tutto ciò che fa, quindi tragga Lei le conclusioni.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  10. Mauro Papagni

    on 6 ottobre 2016 at 11:49 - Rispondi

    Buongiorno,
    noi operiamo nel campo dell’efficientamento energetico e siamo in procinto di importare dagli stati uniti un materiale altamente performante in grado di accumulare energia termica latente (sia positiva che negativa) e rilasciarla successivamente utilizzando la proprietà naturale dei materiali a cambiamento di fase ecologici.
    Il materiale ha già tutte le prove di laboratorio richieste dalle normative Europee ma queste prove sono state effettuate negli Stati Uniti. In questo caso è obbligatoria la certificazione CE? Le prove di laboratorio Americane possono essere ritenute valide in Italia?
    Cordialmente.
    mp

    • admin

      on 6 ottobre 2016 at 12:38 - Rispondi

      Salve, ho già risposto ad una Sua mail sull’argomento per via privata.
      Il prodotto per essere venduto nel mercato UE, deve essere sottoposto alla procedura di marcatura CE o simile, da un soggetto europeo, quindi i certificati a disposizione, sono certamente utili, ma non rappresentano ciò che la legge richiede.
      Quindi chi importa e commercializza il prodotto deve SEMPRE farsi carico della marcatura CE, prima dell’immissione in libera pratica.
      La saluto cordialmente.
      Ing. Carraro

  11. Biagio

    on 12 settembre 2016 at 14:44 - Rispondi

    Salve,

    in primis ringrazio l’Ing. Carraro per la Sua risposta in merito al precedente quesito sulla marcatura CE su cassette e morsettiere.

    Colgo l’occasione per pore un ulteriore quesito.
    Oggetti come palloni otturatori per tubazioni in quale direttiva europea ricadono? Sono soggetti a marcatura CE?

    Grazie per il supporto.
    Biagio

    • admin

      on 12 settembre 2016 at 17:02 - Rispondi

      Salve, se sono i palloni per chiudere le condotte idriche di scarico, sono difficilmente considerabili prodotti da costruzione, in quanto sono utilizzati per prove di tenuta, ma normalmente non operano come chiusure.
      Probabilmente esiste una norma di prodotto, ma non credo di poterli collocare in alcuna direttiva, se non forse la ped, cioè i sistemi in pressione, salvo che non ci sia una espressa esclusione.
      Quindi Le consiglio di eseguire un’indagine sulla ped e poi considerare la 2001/95/CE “sicurezza generale dei prodotti, queste due direttive dovrebbero coprire i requisiti di questi prodotti.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

      • Biagio

        on 12 settembre 2016 at 17:37 - Rispondi

        Si tratta di palloni otturatori per l’intercettazione di condotte gas che possono essere in Acciaio, Ghisa (grigia e sferoidale) e Polietilene.

        Da quello che so, i palloni otturatori devono essere progettati e prodotti in conformità all’Art. 70 “Requisiti di sicurezza”, del D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 e s.m.i.

        Alla luce di queste info, mi conferma lo stesso quanto scritto nella Sua precedente risposta? O ci sono delle variazioni?

        La ringrazio per il Suo aiuto

        Biagio

        • admin

          on 12 settembre 2016 at 19:08 - Rispondi

          Salve, la 81/08 rimanda alle direttive comunitarie, quindi eravamo già oltre questo decreto legge, ma stavamo già parlando delle direttive comunitarie, quindi può considerare quanto ho scritto in precedenza.
          Cordiali saluti
          ing. Carraro

  12. Biagio

    on 7 settembre 2016 at 17:37 - Rispondi

    Salve,
    vorrei sapere se le morsettiere e le cassette di derivazione (costruite entrambe in vetroresina ed impiegate per posti di misura in impianti di protezione catodica) devono presentare il marchio CE applicato.

    Aggiungo che morsettiere e cassette devono essere installate in aree “non esposte a rischio esplosione”.
    Vi ringrazio per il supporto.

    • admin

      on 7 settembre 2016 at 19:02 - Rispondi

      Salve, rispondo ai due commenti uguali.
      Entrambe i prodotti vengono utilizzati per applicazioni in ambito elettrico, quindi ricadono nella direttiva bassa tensione, quindi devono essere marcati CE.
      L’eventuale ambiente ATEX imporrebbe altre specifiche, ma è sufficiente una direttiva per imporre la marcatura CE.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  13. Biagio

    on 7 settembre 2016 at 17:30 - Rispondi

    Buona sera, ho un quesito da porvi.

    Vorrei gentilmente sapere se le morsettiera e le cassette di derivazione (costruite entrambe in vetroresina ed utilizzate per posti di misura in impianti di protezione catodica) devono presentare il marchio CE applicato.
    Se può essere utile, aggiungo che le suddette strutture devono essere installate in aree “non a rischio esplosione”.
    Vi ringrazio per la collaborazione e per il supporto.

  14. SEVERINO FORCONE

    on 2 settembre 2016 at 14:18 - Rispondi

    Ho comperato in Spagna dei ” vassoi ” per tenere in deposito delle bottiglie di vino in Cantina di produzione ( Az. Vinicola )
    Non essendo uno strumento, ne’ un’apparecchiatura ma solo un foglio di PVC termoformato, l’azienda produttrice mi ha detto che non dispone della dichiarazione di conformità.
    E’ corretto?
    Grazie per la cortese risposta.
    Severino Forcone

    • admin

      on 2 settembre 2016 at 14:51 - Rispondi

      Salve, prendo per corretto ciò che afferma Lei, non posso fare diversamente e segnalo che è alquanto strano che un soggetto che ha l’obbligo di fare qualcosa, affermi che non ha a disposizione la stessa cosa.
      La dichiarazione di conformità ad una direttiva o ad un regolamento, è il documento con il quale il produttore dichiara che il prodotto rispetta quella direttiva o quel regolamento, quindi affermare che non si dispone di una cosa che si deve fare, è quanto meno singolare.
      Equivale a dire: non dispongo della dichiarazione dei redditi, perchè non ho fatto la dichiarazione dei redditi.
      Probabilmente l’affermazione nasce dalla confusione tra marcatura CE e certificato CE, quest’ultimo oggetto di una disinformazione totale e globale, da parte dei soggetti che vivono emettendo certificati.
      Il prodotto pur non rientrando in una categoria con obbligo di marcatura CE, deve in ogni caso rispettare la direttiva 2001/95/CE, quindi rispetto a tale direttiva cosa dichiara il produttore: – non dispongo della dichiarazione di conformità alla direttiva 2001/95/CE -.
      Tale affermazione dimostra ancora una volta la confusione esistente in ambito “sicurezza dei prodotti”.
      Niente di trascendentale, il prodotto sarà certamente conforme, ma probabilmente il produttore non conosce i suoi obblighi.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  15. angelo zanardini

    on 8 agosto 2016 at 21:28 - Rispondi

    B giorno
    Vorrei importare una mietitrebbia in Italia (max 1,5metri di barra di tg)

    Come posso certificarla? Ed eventualmente il costo .

    Grazie 1000
    Angelo

    • admin

      on 8 agosto 2016 at 22:33 - Rispondi

      Salve, la marcatura CE è possibile ed obbligatoria. Noi forniamo assistenza e consulenza per chi lo desidera.
      Le invierò privatamente un preventivo.
      Cordiali saluti
      Ing. Carraro

  16. TITTI SORRENTINO

    on 18 luglio 2016 at 04:30 - Rispondi

    BUONGIORNO DOVREI ACQUISTARE UN TAPIS ROULANT SULLA CUI FATTURA CI SIA IL MARCHIO CE E’ OBBLIGATORIO PER IL VENDITORE METTERLO O DEVO CHIEDERLO IO ?GRAZIE

    • admin

      on 18 luglio 2016 at 07:58 - Rispondi

      Salve, questo prodotto ha necessità di marchio CE, solo se ha un spina o delle batterie.
      Il marchio CE deve essere applicato sul prodotto e non sulla fattura.
      Il marchio CE deve essere apposto, se obbligatorio, a prescindere dal fatto che il cliente lo richieda, è come lo scontrino fiscale o la fattura, sempre obbligatorio per il venditore.
      Cordiali saluti
      Ing. Carraro

  17. Roberto

    on 30 giugno 2016 at 09:55 - Rispondi

    salve,
    vorrei esportare in australia i miei prodotti , quali lampadari e vari prodotti di illuminazione interna ed esterna .
    gli enti australiani mi hanno chiesto solo la conformita australiana “4417.2:2009” , come faccio ad averla qui in italia?
    nulla a che vedere con il RoHs CE e ISO ?
    grazie mille
    roberto

    • admin

      on 30 giugno 2016 at 10:39 - Rispondi

      Salve, l’Australia ha un suo regime legale per garantire la sicurezza, che è necessario rispettare.
      La marcatura CE è riconosciuta in molti Paesi al di fuori dell’UE, ma non Le so dire se vale anche per l’Australia, non credo che siano gli enti che hanno richiesto questa conformità, ma forse qualche autorità, tipo la dogana, e non Le so dire se ciò corrisponda alla legge australiana, perchè anche le nostre autorità fanno richieste immotivate ed illegali.
      Per prima cosa controllerei se la marcatura CE è riconosciuta in Australia, da accordi bilaterali, poi proporrei i prodotti marcati CE (non so se i Suoi lo siano) e come estrema ratio, mi rivolgerei ad un laboratorio australiano, magari tramite i Suoi contatti commerciali in quel Paese, per verificare questa conformità.
      Tenga presente che l’attuale direttiva europea, esclude la necessità di un organismo notificato, cioè di certificati, e la nostra è la legislazione più avanzata nell’ambito della sicurezza, quindi credo, ma è solo una mia opinione, che neppure in Australia siano obbligatori i test.
      Potrebbe essere una interpretazione scorretta e limitativa della legge, è una cosa che a molti funzionari piace, magari a qualche burocrate italiano emigrato laggiù.
      La saluto cordialmente e Le auguro di poter risolvere la questione.
      ing. Carraro

  18. Martina

    on 1 giugno 2016 at 18:13 - Rispondi

    Salve,
    per un progetto universitario dobbiamo simulare il processo di lancio e realizzazione di un nuovo prodotto. Il prodotto è un router che andrà venduto in Italia, per cui necessiterà del marchio CE. Dobbiamo ipotizzare tutte le tempistiche per il lancio in mercato, per quanto riguarda la marcatura CE, quanto tempo è necessario per ottenerla?

    La ringrazio anticipatamente,
    Martina

    • admin

      on 1 giugno 2016 at 19:27 - Rispondi

      Salve, il tempo necessario per fare la marcatura CE di questo prodotto è di 15 giorni circa.
      Cordiali saluti
      Ing. Carraro

  19. xxxxxxx

    on 29 maggio 2016 at 18:43 - Rispondi

    Buongiorno,ho un dubbio.Possiamo commercializzare in italia un misuratore di pressione Marcato CE proveniente dalla Germania? Il prodotto andrebbe prima notificato , richiesta autorizzazione a qualche nostro ministero o può esse direttamente commercializzato? In questi casi emettiamo scontrino fiscale parlante con la dicitura “Presidio medico CE” , esiste una lista a cui iscrivere il prodotto?

    • admin

      on 29 maggio 2016 at 19:20 - Rispondi

      Salve, forse sarebbe opportuno che Lei si scaricasse e studiasse attentamente la direttiva sui dispositivi medici, perché ritengo che stiate rischiando notevoli sanzioni legali, sia civili che penali.
      Entrare nei dettagli di tutte le implicazioni derivanti dalle Sue domande, non è possibile in questo contesto, perché le cose da chiarire e da comunicare sono troppe.
      Provi a studiare la direttiva e se dovesse avere bisogno, noi siamo a disposizione per fornire un’eventuale consulenza.
      Cordiali saluti
      Ing. Carraro

      • xxxxxx

        on 30 maggio 2016 at 09:11 - Rispondi

        La Ringrazio per la risposta.Sono stato frainteso.Era solo un’ipotesi ,acquistare prodotti che già sono commerializzati in Germania o in altri paesi dell’Unione a prezzi inferiori rispetto al nostro mercato. La contatterò per valutare i costi e la complessità prima di procedere.

        • admin

          on 30 maggio 2016 at 09:23 - Rispondi

          Salve, nessun problema per il fraintendimento, ma i consigli che Le ho dato rimangono validi comunque, perchè i dispositivi medici (i “presidi” sono altre cose), sono di vari tipi e la loro gestione cambia da Paese a Paese e non solo, quindi sintetizzare il tutto in una risposta sul un blog è una cosa che preferiamo evitare, nell’interesse dei lettori.
          La saluto cordialmente
          ing. Carraro

  20. Marco Balzarelli

    on 2 maggio 2016 at 18:34 - Rispondi

    Buonasera, mi scuso per l’eventuale doppio post lasciato da poco in quello che ora ritengo fosse il vostro vecchio sito (era la pagina di “Complimenti! Grazie.”). Oggi stavo cercando stavo cercando informazioni in rete in merito ad un acquisto di computer nella scuola dove insegno in quanto, nella mia ignoranza in materia di marchiatura CE, ho da poco appreso che non possiamo assemblarci i computer da soli, pur avendone le competenze tecniche e pur avendolo fatto per 20 anni (ma questo non lo diciamo a nessuno, che è meglio ….). Considerate le ristrettezze economiche degli ultimi tempi certamente dispiace veder passare i preventivi da 10 a 12-13.000 euro per avere macchine in apparenza simili ma, per esperienza diretta, meno performanti e dal contenuto ignoto: in particolare avendone riparati molte decine, mi spaventano gli orribili alimentatori dei computer “di marca”, che non vorrei in casa mia nemmeno se regalati.
    Spiace ancora di più se penso che i soldi della Pubblica Amministrazione sono anche i miei e quindi vorrei che fossero spesi nel miglior modo possibile.
    La domanda che volevo porVi è quindi la seguente: premesso che non intendo rubarVi il lavoro, un istituto scolastico come e dove può far formare un proprio dipendente affinché sia poi abilitato a certificare l’assemblaggio per uso interno?
    Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione e la cortesia.
    Marco Balzarelli

    • admin

      on 3 maggio 2016 at 16:56 - Rispondi

      Salve, ho già risposto a questo commento in un’altra sezione del blog e sono a disposizione per eventuali contributi al progetto.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

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