Dichiarazione di conformita’

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare.

Abbiamo pensato di realizzare questo blog dedicato alla Dichiarazione di conformità in tutte le sue forme, perchè dopo alcuni anni di lavoro in internet sul tema della marcatura CE , ci siamo resi conto che è l’argomento più cercato e sul quale è più largo l’interesse.

Naturalmente  questo interesse nasce da specifiche ragioni, come ad esempio il fatto che molte installazioni tecniche devono essere concluse con il rilascio della specifica Dichiarazione di conformità da parte dell’installatore.

Tutti prodotti che sono soggetti a direttive o a norme di prodotto, devono essere immessi in commercio con la Dichiarazione di conformità, redatta nel modo previsto da dette leggi.

Tutti gli altri prodotti che non sottostanno a specifiche direttive ricadono nella generale 2001/95/CE sulla sicurezza dei prodotti e devono a loro volta essere provvisti di Dichiarazione di conformità.

Non esistono quindi casi di esclusione dall’obbligo di rilasciare la Dichiarazione di conformità quando si vende un prodotto.

Per essere esatti il termine vendita è riduttivo e tutte le direttive parlano di “immissione in libera pratica” ovvero mettere a disposizione di terzi in qualsiasi forma un qualsiasi prodotto, esclusi naturalmente cibi e bevande per i quali esistono leggi ad hoc.

Queste sono quindi le ragioni per cui tanto si parla e si scrive di Dichiarazione di conformità, arrivando a produrre anche dei software specifici, come se un programma informatico potesse garantire la sicurezza dei prodotti e come se fosse necessario un programma per compilare un modulo. Ma la bellezza della libertà è proprio questa, poter scegliere di fare ciò che si preferisce, se questo non lede la libertà degli altri, quindi benvenuti anche ai programmi per redigere le Dichiarazioni di conformità, a patto che i prodotti siano davvero conformi alle leggi che li disciplinano.

Noi forniamo consulenza e questa è tale se trova le soluzioni ai problemi e fa crescere chi la riceve, perciò crediamo che la consulenza sulla sicurezza dei prodotti non sia il modulo della Dichiarazione di conformità.

Forniamo consulenze anche sulla marcatura CE. Siete dei produttori? Siete degli importatori? Molte categorie di prodotti devono necessariamente essere marcate CE. Inviandoci una mail all’indirizzo squizzato@marchioce.net o telefonando al numero 347 3233851 potrai scoprire se il tuo prodotto necessita di essere marcato e, a Vostra richiesta, possiamo inviare un preventivo gratuito per eventuale nostra consulenza.

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366 comments to this article

  1. Marco

    on 19 aprile 2017 at 18:11 - Rispondi

    Buongiorno. Lavoro nel campo dell’automazione e vorrei sapere se un costruttore di involucri per quadri elettrici ha l’obbligo di apporre su ogni involucro la marcatura CE con indicate le norme di riferimento e caratteristiche dell’involucro. Domando questo perché il costruttore che mi fornisce gli involucri mi dice che non ha l’obbligo di apporvela e che basta l’autocertificazione CE con le prove eseguite a campione da allegare alla documentazione del quadro finito (in realtà poi ha parlato anche di dichiarazione di conformità, ma secondo me son cose diverse, non mi è molto chiaro).
    Il mio dubbio nasce dal fatto che tutte le grandi case (ABB, Siemens, CEB, Zanardo, Legrand, ecc.) appongono la marcatura CE su ogni involucro.
    La ringrazio.

    • admin

      on 20 aprile 2017 at 09:37 - Rispondi

      Buongiorno, sia il Suo fornitore che le aziende da Lei indicate si comportano correttamente.
      Le grandi aziende vendono i loro prodotti sul mercato e non conoscono l’identità di chi acquista i prodotti, quindi devono comunicare il modo rapido e simbolico che il prodotto è stato sottoposto alla procedura di marcatura CE, quindi devono marcare CE ogni singolo pezzo.
      Il Suo fornitore consegna ogni specifico quadro a Lei o ad altro cliente ben identificato, quindi le due parti si conoscono senza alcun dubbio e quel prodotto sarà utilizzato da Lei per completare il quadro che dovrà essere marcato CE, da Lei previa predisposizione dell’intero fascicolo tecnico (analisi dei rischi, manuale, ecc.) per arrivare anche nel Suo caso alla dichiarazione di conformità.
      Il tutto si può chiamare “autocertificazione” per indicare che fa tutto Lei, nel caso del quadro completo e che fa tutto il Suo fornitore nel caso dell’involucro, e nessuno di voi due ha necessità di far intervenire n organismo notificato, per fare certificati o altri documenti.
      Il Suo fornitore deve in ogni caso rilasciarLe una dichiarazione di conformità per ogni contenitore e quel documento è la reale garanzia di conformità del prodotto.
      Dato che a quanto capisco, Lei costruisce quadri elettrici e/o macchine di automazione, ho l’impressione dalle Sue domande e dai Suoi dubbi, che il Suo attuale modo di procedere del processo di marcatura CE dei Suoi prodotti, non sia del tutto chiaro, forse dovrebbe leggere la direttiva macchine e/o la direttiva di bassa tensione.
      Aggiungo che anche il Suo fornitore, se Le ha comunicato le cosa che scrive Lei, ha qualche problema di conoscenza in ambito di marcatura CE.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  2. Mirko

    on 23 febbraio 2017 at 11:35 - Rispondi

    Buongiorno,
    abbiamo realizzato un impianto di biogas, inteso come un assemblaggio di più sistemi, macchine e quasimacchine aloro volta dotate di marcatura CE e dichiarazioni di conformità CE.
    Ora il cliente ci chiede la dich. di conformità di impianto complessivo, ma occrre far riferimento alla sola norma UNI 10458 “Classificazione, requisiti essenziali, regole per l’offerta, l’ordinazione, la costruzione e il collaudo” oppure occorre far riferimento alla direttiva macchine, Bassa Tensione, Compatibilità elettromagnetiche etc… e alle norme armonizate collegate?

    • admin

      on 23 febbraio 2017 at 13:02 - Rispondi

      Salve, chi mette assieme macchine e quasi macchine (sarebbe corretto dire solo “quasi macchine”) e realizza un sistema complesso (macchina), deve eseguire la marcatura CE della macchina che ha realizzato, a prescindere dal fatto che tutte le quasi macchine siano marcate, dato che dovrebbero essere marcate come quasi macchine.
      Il fascicolo tecnico completo della macchina realizzata, conterrà tutti i documenti rilasciati dai fornitori, più l’analisi dei rischi del nuovo insieme (macchina) realizzato, il manuale dello stesso insieme, e l’etichetta con il marchio CE che riguarderà l’insieme.
      Il cliente fa un richiesta corretta e precisa, la norma da Lei citata non c’entra nulla, la legge di riferimento è la direttiva macchine, basta ed avanza.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

      • admin

        on 3 marzo 2017 at 09:11 - Rispondi

        MARCATURA CE DEI CANCELLI
        Abbiamo ricevuto un commento sulla marcatura CE dei cancelli, che abbiamo eliminato, contro i nostri principi di libertà di espressione, per i seguenti motivi:
        – chi cerca visibilità utilizzando i nostri siti per pubblicizzare i propri, può rivolgersi altrove, abbiamo indicato nelle linee generali del nostro sito che non pubblicheremo, commenti offensivi, nomi di persone o società, pubblicità. Proporre all’interno di un commento la pubblicità di un sito, che oltretutto svolge attività in concorrenza alla nostra, oltre ad andare contro alle nostre linee editoriali, presuppone che da parte nostra ci sia un certo grado di ingenuità, se non di stupidità.
        – se in quel sito i contenuti sono quelli sintetizzati nel commento, meglio non pubblicizzarlo, dato che in un contesto molto educato e tecnico, si trasmettono delle informazioni errate e prive di alcun riscontro legale e dato che in questo sito vogliamo fornire informazioni corrette e non fare “dotti dibattiti” per dimostrare chi è più bravo, preferiamo risparmiare a chi ci segue, una serie di informazioni del tutto fuorvianti.

        Amici carpentieri e fabbri che costruite cancelli in esemplare unico, continuate a farlo in tranquillità, perchè la Vostra esperienza supera di molto le conoscenze di coloro che vogliono insegnarVi il mestiere.
        Diffidate sempre di coloro che Vi propongono: moduli, programmi, certificati o altro, tenete conto che le norme sui cancelli, sono fatte per l’Europa dove i cancelli vengono prodotti a lotti tutti uguali e non esiste, come in Italia la cultura del cancello o degli infissi, su misura.
        I cancelli vanno marcati CE nel rispetto del Regolamento 305/2011/CE, la direttiva 89/106/CE è morta e sepolta (informazione dedicata agli esperti che scrivono i commenti), inoltre i cancelli devono rispettare le norme UNI EN 13241-1 e UNI EN 12604,(nessuna di queste era citata nel commento eliminato) potete leggerle e rispettarle autonomamente, senza bisogno colletti bianchi e cravatte, che dovete pagare per avere delle interpretazioni.
        Qualcuno Vi dirà tra un po’, che i cancelli devono rispettare la UNI EN 1090 sulle strutture metalliche, business è business, che importa se per fare business si deve mentire, l’importante è incassare. I cancelli non necessitano di firma di un progettista, con buona pace dei progettisti (chi scrive è uno di loro, ma che dice la verità), ma devono essere marcati CE, nel commento cancello era scritto esattamente il contrario.
        Le opinioni diverse dalle nostre sono tutte rispettabili, per la disinformazione si possono inviare i commenti su altri siti, non ci presteremo a diffonderla.
        Saluti a TUTTI
        ing. Carraro

  3. New Level Glass

    on 21 giugno 2016 at 17:53 - Rispondi

    Buongiorno
    Vorrei sapere se per i dischi vetro al quarzo o lastre vetro al quarzo c’è un ente che può fare la certificazione di conformità o dichiarazione di conformità. Grazie

    • admin

      on 22 giugno 2016 at 09:43 - Rispondi

      Salve, per poter rispondere è necessario conoscere la destinazione d’uso, perchè la marcatura CE non dipende solo dalla natura di un prodotto, ma anche dal suo utilizzo.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  4. angelo ruggiero

    on 3 novembre 2015 at 00:50 - Rispondi

    Buongiorno
    Produciamo forni a legna ed a gas, il bruciatore che usiamo viene marcato CE, ho letto la norma che indica uno dei nostri concorrenti e usiamo le stesse procedure etc.
    Ci stanno chiedendo una dichiarazione che comprenda forno è bruciatore, con un pò di fretta, domani credo di ricevere un primo preventivo da una ditta certificatrice, siamo a Madrid, voi potreste aiutarci?
    Saluti e grazie

    • admin

      on 3 novembre 2015 at 08:04 - Rispondi

      Salve,
      la ringrazio per l’attenzione. La nostra società può fornire tutta l’assistenza per la marcatura ce dei prodotti dato che lavoriamo con clienti in tutto il mondo. Le invieremo un preventivo privatamente.
      Cordiali Saluti,
      Ing. Carraro

  5. carmine

    on 11 settembre 2015 at 16:46 - Rispondi

    Nel corso di normali controlli a seguito di un allagamento in azienda non abbiamo più trovato alcuni libretti di uso e manutenzione ed alcune dichiarazioni di conformità.Ovviamente abbiamo contattato le aziende produttrici che immediatamente ce ne hanno fornito una copia.Purtroppo per due macchine i costruttori non ci sono più, come possiamo regolarci normativamente?
    Grazie

    NB- ovviamente sulle macchine è stabilmente fissata la targhetta con il simbolo CE e tutti gli identificativi della macchina stessa.

    • admin

      on 11 settembre 2015 at 18:35 - Rispondi

      Salve, dato che le macchine riportano l’etichetta CE, potete redigere una dichiarazione di conformità a nome Vostro, riportando i dati presenti in etichetta.
      Naturalmente do per scontato che le macchine rispettino le norme di sicurezza.
      Un lavoro molto più efficace consiste nella nuova marcatura CE delle macchine, con la realizzazione di un fascicolo tecnico, ma questa procedura avrebbe senso solo se Voi aveste molte macchine più vecchie di 10 anni.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  6. alessandro

    on 14 novembre 2013 at 10:28 - Rispondi

    Buongiorno ing. Carraro.
    Sto per acquistare per la mia impresa un nastro trasportatore complesso che si compone di più parti.
    E’ un progetto customizzato composto prevalentemente da parti standard. Le parti non standard sono i raccordi curvi. Il sistema è governato. In breve il nastro si avvia quando “sente” del peso e si ferma dopo che fa un giro a vuoto. Posso affidare il collaudo e la certificazione della macchina alla ditta stessa o è necessario incaricare un TERZO come direttore dei lavori e/o collaudatore?

    • admin

      on 14 novembre 2013 at 11:01 - Rispondi

      Salve, la Sua è una normalissima macchina ed in quanto tale deve essere marcata CE da chi la produce, se questo soggetto non è sicuro di ciò che ha fatto può chiedere sia una valutazione tecnica di conformità che possiamo fare anche noi, sia l’intervento di un Organismo Notificato per una certificazione di conformità.
      In ogni caso mi pare di capire che forse è necessario anche un intervento di consulenza a livello di marcatura CE, perchè dalle Sue domande si evince che ci sono molte zone buie a riguardo.
      Siamo ovviamente a Sua disposizione.
      La saluto cordialmente
      ing.Carraro

  7. Laura

    on 18 ottobre 2013 at 10:18 - Rispondi

    Siamo una ditta installatrice di impianti. In caso di mera sostituzione di una caldaia (fornita dal cliente) quali sono le norme da citare sulla dichiarazione di conformità?

    Grazie mille

    • admin

      on 18 ottobre 2013 at 10:39 - Rispondi

      Buongiorno, rispondo volentieri alla domanda e ringrazio per l’attenzione rivolta al nostro blog

      DECRETO 22 gennaio 2008, n.37
      Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici. (GU n. 61 del 12-3-2008)

      Ora che ho risposto mi permetto alcune considerazioni di carattere generale che non riguardano solo la Vostra azienda e quindi non sono di carattere personale.
      Sono certo che Voi sappiate fare il Vostro lavoro e che lo facciate bene, però ……….
      – come fate a fidarVi di ciò che rispondo io (un perfetto sconosciuto che un giorno si è messo a scrivere su internet) per fare delle cose che la legge Vi impone di fare? Ho scritto tante volte che nulla di ciò che sta in internet è certamente vero, tranne le leggi che si scaricano dai siti ufficiali e che è necessario studiare.
      – inoltre come è possibile che una ditta che interviene in un ambito molto delicato come quello degli impianti, sappia fare bene il suo lavoro e non conosca le leggi che deve rispettare? Rischiate Voi e fate rischiare ai Vostri clienti, solo perchè non considerate che la sicurezza NON è burocrazia e viene prima di tutto, quindi quando intervenite su un impianto dovreste prima di tutto verificarne e documentarne lo stato e quando avete finito il Vostro lavoro, documentare la nuova situazione. Nel caso che dopo il Vostro intervento succeda un incidente ne siete responsabili, anche se l’incidente avviene in una parte su cui non avete messo le mani, quindi anche nel Vostro interesse dovreste conoscere esattamente come si deve operare formalmente.
      La sicurezza si garantisce prima di tutto con un buon lavoro e qui non credo ci siano problemi, ma poi dimostrando che il buon lavoro è stato fatto, quindi la dichiarazione non è un semplice pezzo di carta da firmare, ma deve essere il corretto completamento del Vostro lavoro, che finisce appunto con la dichiarazione di conformità dell’impianto.
      Spero che prendiate nota, sia della legge che ho riportato in apertura, sia delle mie considerazioni che vogliono essere costruttive e non semplici critiche.
      Consiglio generale, non fidatevi di nessuno, verificate sempre quello che vi dicono gli altri, pretendete sempre di conoscere la fonte scritta di ciò che vi viene raccontato, spesso sono solo favole.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  8. STEFANO

    on 5 ottobre 2013 at 09:54 - Rispondi

    Salve, la DIRI può sostituire la DICO per impianti antecedenti il 2008. Ma per impianti realizzati dopo il 2008 per i quali è impossibile reperire la DICO?

    Grazie
    Stefano

    • admin

      on 5 ottobre 2013 at 16:56 - Rispondi

      Salve, ribadisco ma non riguarda Lei in particolare, che non condivido l’uso delle sigle, perché si riferiscono spesso a cose completamente diverse e non aiutano la comprensione a tutti. In fondo scrivere dichiarazione di rispondenza e dichiarazione di conformità non é così faticoso ed evita ogni equivoco. Abbiamo sentito parlare di DICO Fino ad averne le “orecchie” piene e quindi é opportuno spiegare di cosa stiamo parlando.
      Le due dichiarazioni sono equivalenti ed il termine rispondenza nasce in qualche ufficio italiano (l’originalità a tutti i costi), ma le direttive e le leggi parlano di conformità, in ogni caso sono la stessa cosa e sono sempre necessarie per un impianto.
      Nel caso si perda l’originale oppure dopo 10 anni sia scaduto, lo si può far rifare da un soggetto abilitato.
      Cordiali saluti.
      Ong. Carraro

  9. Andrea

    on 3 ottobre 2013 at 10:29 - Rispondi

    Buongiorno, lavoro in una società ed acquistiamo componenti e li installiamo presso clienti. Tutti i componenti che acquistiamo chiediamo che siano accompagnati da dichiarazione di conformità e manuali di uso e manutenzione ma tante volte le dichiarazione fornite sono incomplete, con normative superate o con società che dichiarano al posto delle persone fisiche. Alla richiesta di sistemare le dichiarazioni in tanti non ci sentono e ci dicono che non lo faranno. Come dobbiamo comportarci??Se i prodotti comunque sono validi come posso fare per non cambiare fornitore? Tra l’altro sono società certificate ISO9001…mi dica Lei. Grazie

    • admin

      on 3 ottobre 2013 at 16:27 - Rispondi

      Salve, la questione è semplice, se i prodotti sono validi e soddisfano le Vostre esigenze e secondo Voi non rappresentano particolari rischi per i Vostri impianti, continuate ad utilizzarli, ma sappiate che Voi Vi assumete la responsabilità su quei prodotti, responsabilità che invece è oggettivamente di chi Ve li fornisce. dal momento che Voi siete coscienti di ciò non c’è alcun problema.
      Cordiali saluti.
      ing. Carraro

  10. Genni

    on 23 settembre 2013 at 14:44 - Rispondi

    Buona sera, Ingegner Carraro,
    Come certamente saprà il famoso Decreto del Fare ormai convertito in legge ha abrogato D.M.314 del 23/05/92 per cui è stato abolito il “Patentino” o Autorizzazione ministeriale per l’Istallazione degli impianti telefonici,di conseguenza anche gli allegati che stabilivano come dovevano essere certificati gli impianti sono decaduti.
    A questo punto le chiedo secondo lei quali siano i moduli da utilizzare o quali dati riportare sulla certificazione di un impianto telefonico che comunque essendo un impianto elettronico rimane soggetto a rilascio di Dichiarazione di conformità.
    La ringrazio e la saluto.

    • admin

      on 23 settembre 2013 at 16:49 - Rispondi

      Salve, La ringrazio anche a nome degli altri partecipanti per l’informazione, che non conoscevo e che prendo per buona.
      Le informazioni da riportare sulla dichiarazione di conformità di impianto che ovviamente deve essere sempre rilasciata, sono quelle generali che identificano l’impianto e chi lo ha realizzato.
      Se questo soggetto sia abilitato o meno al rilascio della dichiarazione è una responsabilità che ricade su di lui ed il cliente farebbe bene a verificare se esistono i requisiti affinché la dichiarazione sia valida, meglio ancora se il dichiarante lo rende noto in anticipo.
      Cordiali saluti.
      Ing. Carraro

  11. Roberto

    on 16 settembre 2013 at 15:56 - Rispondi

    Buongiorno admin,
    alcuni clienti ci stanno chiedendo di inserire nella dichiarazione di conformità CE, dei nostri prodotti elettronici, il lotto di produzione e/o il numero di matricola, in quanto richiesto (non siamo riusciti a capire da chi).
    Le risulta? Se si, quali direttive/norme di riferimento?

    • admin

      on 16 settembre 2013 at 18:19 - Rispondi

      Salve, non si tratta di chi ma da cosa e questa cosa è la legge sulla marcatura CE dei prodotti.
      Visiti il sito http://www.marcaturace.net e forse troverà maggiori informazioni a riguardo, non solo dovete fare la dichiarazione di conformità, ma l’intera procedura di marcatura CE.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  12. Riccardo

    on 16 settembre 2013 at 14:37 - Rispondi

    Buonasera admin,
    avrei una domanda da farle.
    Dovrei compilare una dichiarazione di conformità CE di un macchinario industriale (un mulino) che dovrà essere esportato in Francia

    Non so davvero da dove partire.
    Dove posso sapere quali norme ho rispettato?

    • admin

      on 16 settembre 2013 at 14:55 - Rispondi

      Salve, certamente Lei deve fare la dichiarazione di conformità, ma questo è solo uno dei documenti che Lei deve fare, inoltre non deve fare solo documenti, ma anche cose pratiche.
      Se vuole avere più informazioni vada nel blog http://www.marcaturace.net dove troverà molte più informazioni che su questo blog, dedicato ad un argomento specifico.
      In ogni caso Le posso anticipare che Lei deve fare la marcatura CE, che è una serie di procedure e di documenti tra i quali è presente anche la dichiarazione di conformità.
      Diciamo che può essere paragonata alla punta della punta di un iceberg, sotto c’è molto di più.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

      p.s. la marcatura CE è necessaria in tutta la Comunità Europea e non solo in caso di esportazione, tra l’altro il termine è impreciso in quanto vendere in franca e vendere in Italia è esattamente la stessa cosa.

  13. A. Giuliani

    on 13 settembre 2013 at 09:36 - Rispondi

    Siamo distributori di materiale idraulico (tubi, valvole ecc.), le cui forniture si realizzano in un gran numero di voci diverse, e siamo sommersi dalle richieste di “certificati dei materiali acquistati”.

    Certi della della certificabilità da parte del produttore (su richiesta), e talvolta già in possesso di tale dichiarazione “una tantum”, per fronteggiare tale mole di adempimenti rilasciamo noi, su ns. carta intestata, una dichiarazione di conformità di ogni articolo di quella fornitura alla rispettiva norma UNI di riferimento.

    Accade che talvolta detta dichiarazione non venga accettata ma venga richiesta la dichiarazione del “produttore”. Questo è un grosso problema perché non possiamo inseguire tutti i fornitori con una miriade di richieste, o con qualcuno di loro potremmo aver cessato i rapporti.

    Vorremmo sapere se abbiamo titolo per insistere sulla validità della ns. dichiarazione

    • admin

      on 13 settembre 2013 at 10:45 - Rispondi

      Salve, in qualità di “distributori” non avete titolo a dichiarare nulla.
      Nel caso vendiate il prodotti con il Vostro marchio dovete fare Voi la dichiarazione di conformità, mentre se vendete ad esempio prodotti Danfoss (nome a caso) o altro produttore, la dichiarazione di conformità deve essere fatta da loro.
      Molto spesso le case produttrici mettono in internet le dichiarazioni di conformità scaricabili dai loro clienti registrati, ma in ogni caso tale dichiarazione deve accompagnare ogni prodotto o partita di prodotti forniti e Voi potete fare delle fotocopie.
      Il sistema delle fotocopie mi sembra il più semplice, dato che la legge dice che in caso di fornitura di numerosi pezzi uguali si può fornire una sola dichiarazione, va da sè che per la rivendita dei pezzi sfusi si possono eseguire delle fotocopie.
      Giustamente i Vostri clienti richiedono le dichiarazioni di conformità dei produttori ed altrettanto giustamente Voi dovreste richiederle a loro, magari inserendo la richiesta nell’ordine o nel contratto.
      Mi corre l’obbligo di mettere in evidenza che molti produttori degli articoli che Lei cita, non si sono posti il problema delle marcatura CE e conseguentemente la dichiarazione, che è un elemento marginale e scontato nel processo di marcatura, per loro diventa un problema, perchè se la devono inventare, inoltre purtroppo la situazione di questo settore è simile a quella di altri settori, ad avvalorare questa osservazione basta verificare che Lei utilizza del tutto in buona fede i termini certificati e certificabilità, termini che le direttive non riportano praticamente mai.
      Ma come stupirci di tutto ciò se una delle più importanti associazioni di categoria dichiarava per iscritto che una pompa non è una macchina perchè non ha il motore attaccato che la fa girare?
      Il mio consiglio è di leggere la direttiva pertinente (ho scritto direttiva e non norma) a questi prodotti, capire quali sono i Vostri obblighi e quelli dei produttori e pretendere che rispettino i Vostri diritti come Voi dovete rispettare quelli dei Vostri clienti.
      Cordiali saluti.

  14. Giovanni

    on 9 settembre 2013 at 13:16 - Rispondi

    Buongiorno,

    avrei bisogno di un chiarimento:
    nel caso in cui installassi un contatore elettrico a valle di quello installato ad esempio dall’ENEL, devo comunque rilasciare una nuova dichiarazione di conformità?

    Grazie

    • admin

      on 9 settembre 2013 at 13:23 - Rispondi

      Salve, se Lei considera questo intervento irrilevante ai fini della sicurezza dell’impianto elettrico no, se invece pensa che il Suo lavoro o il componente installato possano se non conformi, creare situazioni di pericolo per l’impianto, allora deve fare la dichiarazione di conformità.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

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