Marcatura CE

Marcatura CE significa garantire al consumatore prodotti sicuri, conformi alle norme Europee ed evitare problemi con le autorità e le forze dell’ordine in caso di controllo. Produttori/importatori/mandatari hanno molti dubbi sull’argomento, anche a causa di informazioni fuorvianti. La nostra società aiuta a chiarirli guidando i clienti passo passo nella corretta realizzazione dei documenti atti a dimostrare la sicurezza dei prodotti. Spieghiamo di seguito di  in cosa consiste la marcatura CE e descriviamo nel dettaglio il contenuto della nostra consulenza su questo argomento.

Schema marcatura CE

Schema marcatura CE

Abbiamo deciso di rappresentare gli step della marcatura CE di un prodotto, suddividendoli in tre principali fasi:

1) Produzione o importazione di un prodotto

2) Analisi delle direttive sulla marcatura CE e corretta collocazione del prodotto nel loro rispetto

3) Marcatura CE del prodotto.

Vediamo i vari punti in dettaglio:

1) Ogni prodotto che viene realizzato od importato (immesso in libera pratica) deve rispettare delle norme specifiche proprie, al fine di garantirne la sicurezza per l’utente finale. Il produttore e/o importatore deve assicurarsi che tali norme siano rispettate e che quindi il prodotto sia “ammissibile in libera pratica“.

2) Molti tipi di prodotti hanno l’OBBLIGO di essere marcati CE, affinché sia possibile l’immissione in libera pratica. Per capire se un prodotto ha tale obbligo, bisogna conoscere le direttive e sapere individuare quelle pertinenti. Bisogna inoltre controllare se esistono o meno delle Norme armonizzate per il prodotto.

3) Si deve procedere poi alla marcatura CE. Nella figura sopra riportata si individuano prodotti che necessitano di certificati ed altri no, per poter essere marcati. TUTTE LE DIRETTIVE SPECIFICANO CHIARAMENTE CHE IL FASCICOLO TECNICO E’ SEMPRE OBBLIGATORIO, MA SOLO IN ALCUNI CASI IN ESSO CI DEVONO ESSERE I CERTIFICATI, CHE SONO OBBLIGATORI SOLO PER ALCUNE CATEGORIE DI PRODOTTO.

La marcatura CE è in sostanza un’autocertificazione, quindi il fascicolo tecnico, deve essere preparato (nel modo corretto) dal produttore, dall’importatore o dal mandatario e non da un soggetto extraeuropeo, come spesso accade. Quindi il soggetto obbligato deve risiedere nella comunità Europea. Il certificato, quando è necessario, deve essere emesso da un Organismo Notificato.

In cosa consiste nel dettaglio il lavoro della C.&C. s.a.s?

La nostra società esegue i tre step sopra indicati mettendosi al Vostro posto. Ciò che è stato descritto fino ad ora è tutt’altro che un’operazione semplice e implica uno studio ed una conoscenza della materia molto approfondito. Nel dettaglio il nostro lavoro consiste nel:

1) Analizzare i prodotti, indicare le norme di progettazione e verificarle insieme sul prodotto.

2) Individuare la direttiva pertinente al prodotto e ricercare le norme ad essa armonizzate.

3) Creare il fascicolo tecnico corretto del vostro prodotto. Questo è composto da una serie di documenti (tra cui il certificato se richiesto dalla legge), che devono essere predisposti correttamente per evitare problemi civili e penali con le forze dell’ordine. Se il prodotto necessita di certificato la nostra società segue anche questa operazione. Ovvero ci occuperemo di contattare gli Organismi Notificati e di seguire tutta l’operazione nel modo corretto.

Il risultato finale sarà un prodotto che risulterà essere a norma e correttamente marcato CE e potrà essere immesso in libera pratica in tutto il mercato Europeo.

Vogliamo fornire i nostri servizi solo a coloro che vogliono lavorare nel rispetto delle leggi e delle norme, conoscendole per applicarle correttamente e non per eluderle.

Oltre alla marcatura CE svolgiamo le seguenti attività:

consulenze e perizie tecniche

deposito brevetti

registrazione marchi

consulenza commerciale, di marketing e web marketing

forniamo inoltre attività di consulenza gestionale, per il controllo manageriale delle aziende e per l’implementazione dei sistemi di gestione per la  qualità, secondo le norme ISO 9001 2008, ed abbiamo portato a certificazione decine di aziende.

 

Share Button

167 comments to this article

  1. Franco

    on 3 febbraio 2016 at 12:01 - Rispondi

    Buongiornomi permetto di porre il seguente quesito:
    un rivenditore/distributore di infissi vende un certo numero di infissi ad un suo cliente (privato),si affida ed ordina gli stessi
    ad un serramentista /produttore, che non effettuerà né la posa in opera ed in parte(50% della commessa) neanche la posa dei vetri, che saranno a cura del riv./dist. citato all’inizio.
    DOMANDA il serramentista /produttore che documentazione dovrà produrre al riv./distr.?????

    Grazie anticipatamente per la v/s risposta.

    • admin

      on 3 febbraio 2016 at 23:22 - Rispondi

      Salve, i ruoli da Lei descritti sono troppo intreciati per consentirci con così poche informazioni di dare una risposta precisa.
      Il criterio su cui si bass la legge è semplice: ognuno risponde e fornisce garanzie per ciò che fa realmente, quindi è necessario definire esattamente i ruoli ed ognuno dovrà rispettare la legge per la propria parte.
      Cordiali saluti
      Ing. Carraro

  2. gaetano

    on 31 gennaio 2016 at 16:52 - Rispondi

    Salve
    Vorremmo commercializzare un contenitore per la raccolta differenziata che abbia una parte elettrica ed elettronica per il riconoscimento di crediti spendibili in negozi convenzionati. La struttura in pannelli in alluminio va marcata ce? Esiste una norma di riferimento? Occorre fascicolo tecnico e manuale di uso e manutenzione?

    • admin

      on 31 gennaio 2016 at 23:44 - Rispondi

      Salve, tutto il contenitore va marcato CE non solo la struttura metallica. Dato che cita il fascicolo tecnico, Le rispondo che deve essere predisposto e suppongo Lei sappia come fare. In caso contrario noi siamo a disposizione.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

      • gaetano

        on 1 febbraio 2016 at 16:06 - Rispondi

        Salve
        In realtà avrei bisogno di un supporto per la redazione del Fascicolo Tecnico, come potete aiutarmi?
        Cordiali saluti
        Gaetano

        • admin

          on 3 febbraio 2016 at 23:19 - Rispondi

          Salve, Le abbiamo già inviato un preventivo prr la nostra assistenza.
          Cordiali saluti
          Ing. Carraro

  3. Alex Barale

    on 21 gennaio 2016 at 18:17 - Rispondi

    Buonasera, sono Direttore tecnico in una carpenteria metallica che al momento si occupa di presagomatura barre per cemento armato. Il titolare vorrebbe iniziare la produzione di “cavalletti per edilizia”. Secondo voi sono soggetti a marcatura CE e/o devono sottostare a particolari norme di prodotto? Dopo una estenuante ricerca online non ho trovato chiari riferimenti in merito, salvo il rispetto dei vincoli imposti dal T.U.Salute e sicurezza sul lavoro.

    • admin

      on 27 gennaio 2016 at 17:02 - Rispondi

      Salve, questi prodotti hanno obbligo di marcatura CE, si possono inquadrare all’interno delle strutture metalliche in kit componibile.
      Dal mio punto di vista in questi casi l’obiettivo principale è comprendere quale direttiva e quale eventuale norma armonizzata riguardi un certo prodotto.
      Se non ho compreso male la dizione di “cavalletti per edilizia” essi servono a costruire strutture temporanee di sostegno di persone e carichi.
      In questo caso ritengo che considerarli strutture metalliche sia corretto.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  4. Roberta

    on 8 dicembre 2015 at 10:46 - Rispondi

    Buongiorno Ing. Carraro,
    avrei un quesito da porle…sono la titolare di una società edile in procinto di chiusura e ho ceduto un’attrezzatura (quasi nuova) ad un’altra azienda . Con la consegna della fattura però non ho potuto allegare i documenti regolari di conformità della stessa macchina e mi sono rivolta al fornitore dal quale avevo acquistato l’attrezzatura facendogli richiesta di avere una copia conforme all’originale sia del libretto di istruzioni che della stessa conformità della macchina …Il fornitore mi ha risposto che avrebbe potuto consegnarmi copia del libretto delle istruzioni ma NON della conformità in quanto il fornitore aveva cessato la sua attività e pertanto avrei dovuto rivolgermi alla ASL di competenza del mio territorio di appartenenza….Le domando, questa informazione è attendibile? ma soprattutto cosa devo richiedere per ottenere questo importante documento ai fini del D.Lgs. 81?
    La ringrazio sin d’ora e la saluto cordialmente.

    • admin

      on 8 dicembre 2015 at 15:43 - Rispondi

      Salve, se fossimo in un altro contesto e non dovessi rispondere ad una signora, liquiderei la cosa con un’unica parola, non proprio educata.
      La cosa più sorprendente non è l’ignoranza, ma la fantasia degli stupidi.
      Degli italiani possiamo citare infiniti difetti, ma non mancano mai di fantasia, peccato che la usino per imbrogliare, per malversare e per cercare di nascondere la loro ignoranza, chissà poi perché non hanno vergogna della loro stupidità? Ah già, il pudore non è di casa da noi.
      Dire che non poteva aiutarla era sufficiente, perché inventare la storia dell’ASL? Come chiedere al vigile se Le fa una nuova patente, perché ha perso quella originale. Stupido e pericoloso, perché potrebbe trovare qualcuno che pensa di appiopparLe una multa.
      La dichiarazione di conformità la può fare Lei, senza alcun problema, a parte il saperla fare.
      Ci sono però delle condizioni:
      – la macchina deve essere conforme alle leggi sulla sicurezza
      – deve essere disponibile un manuale d’uso e manutenzione
      – ci deve essere l’etichetta con il marchio CE
      Tutte queste cose sono fattibili anche dal possessore della macchina, se il produttore originale non è più disponibile.
      Le consiglio di non fidarsi mai dei pareri e di verificare con le leggi, purtroppo in Italia non esiste un’autorità a cui rivolgersi e che sia affidabile, pensi che spesso le autorità chiamano noi per sapere cosa fare, molto più spesso inventano.
      Ieri un signore mi ha riferito di essersi rivolto alla GdF della sua città, per denunciare un prodotto privo di marchio CE (stufa a pellet, no uno stuzzicadenti) e gli hanno risposto che non è loro competenza.
      Come vede non è la sola ad incontrare la fantasia.
      Cordiali saluti
      Ing. Carraro

      • Roberta

        on 8 dicembre 2015 at 19:18 - Rispondi

        Gent.mo, la ringrazio per la Sua gentile risposta! Ha ragione a sostenere che sono stata poco accorta nell’assicurarmi di non avere più a disposizione i documenti originali ma purtroppo la cartella con tutti i documenti parti originali e parti in copia (contratti lavoratori/macchine e attrezzature con POS), detenuta presso il cantiere, fu dimenticata all’aperto e a seguito di un forte temporale si bagnò completamente….me ne accorsi solo il giorno seguente e feci qualsiasi cosa per recuperare il recuperabile.
        Ovviamente la macchina (trattasi di una idrosabbiatrice del 2005) ha la targhetta con la matricola e il marchio CE. Il fornitore al quale mi sono rivolta mi ha assicurato che mi farà avere il libretto di istruzione e manutenzione poichè ne aveva in vendita (usato) una uguale! mah…. La ringrazio ancora per la sua chiarezza e per il suo prezioso aiuto. con cordialità, Roberta.

        • admin

          on 8 dicembre 2015 at 19:54 - Rispondi

          A questo punto non Le rimane che fare la dichiarazione di conformità e firmarla Lei.
          In questo modo risolve ogni problema e non deve ringraziare nessuno.
          La saluto cordialmente
          Ing. Carraro

  5. Luca Nose

    on 4 dicembre 2015 at 15:40 - Rispondi

    Buongiorno, molto utile il vs prospetto. Ma, nel caso di apparecchiature elettroniche a bassissima tensione come molte sono presenti sul mercato, in quali casi è obbligatorio il certifcato CE (obbligatorio a volte) ? Non ho capito se il certifcato è una autocertificazione che fa fede alla dichiarazione di conformita o è un documento che deve essere per forza redatto da un ente a parte ??

    Grazie

    • admin

      on 4 dicembre 2015 at 16:33 - Rispondi

      Salve, quasi tutte le apparecchiature che funzionano in bassissima tensione, hanno un’alimentatore in bassa, quindi alla fine rientrano anche in bassa tensione.
      La dichiarazione di conformità, redatta dal produttore o dall’importatore, è richiesta dalla legge, il certificato no, questo è un documento che attesta la conformità di un campione, ma non dice nulla sulla produzione di serie, qual’è la sua utilità? A chi può servire? Certamente non al cliente finale, e non è richiesto dalla legge.
      Ma se i produttori si convincono che il certificato lo devono fare, spendono un po’ di soldi per farlo e di questo naturalmente non si dispiacciono coloro che vendono i certificati. Le conclusioni le tragga Lei.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  6. Andrea

    on 20 novembre 2015 at 08:51 - Rispondi

    Buongiorno,
    la società in cui lavoro distribuisce in italia prodotti per l’edilizia tra cui anche macchine di sollevamento, il certificato CE e il manuale di uso e manutenzione del ns fornitore europeo è redatto solo in inglese, è obbligatorio avere certificato e amnuale anche in italiano ? O basta quello in inglese ? Grazie e complimenti per il VS sito

    • admin

      on 26 novembre 2015 at 16:06 - Rispondi

      Salve, grazie per l’attenzione e per i complimenti.
      Le rispondo con una domanda retorica, non per polemica, ma per far comprendere a tutti i lettori che non è sempre necessario conoscere le leggi, basta usare il buon senso.
      Secondo Lei i muratori italiani sanno leggere correttamente l’inglese?
      La documentazione che DEVE accompagnare ogni prodotto venduto nel territorio UE, DEVE essere scritta nella lingua o nelle lingue ufficiali di quel Paese.
      Queste macchine devono essere marcate CE, devono avere la dichiarazione di conformità ed il manuale scritti in Italiano, se vengono vendute in Italia, ed il distributore condivide con il produttore le responsabilità ed i rischi di condanne amministrative e penali.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

      • Andrea

        on 1 dicembre 2015 at 04:28 - Rispondi

        Grazie per chiar risposta, Le chiedo ancora se la traduzione del certificato possiamo farla autonomamente o deve rilasciarcela lo stesso ente notificato che ha emesso il certificato..e per il manuale ? Possiamo tradurlo noi o dobbiamobrarlo in qualche modo approvare /autenticare? Grazie

        • admin

          on 1 dicembre 2015 at 16:22 - Rispondi

          Salve, nella precedente risposta avevo lasciato correre sul termine certificato in quanto ritenevo che fosse una formulazione errata del termine dichiarazione.
          Ora Lei parla del certificato rilasciato da un organismo notificato, che il Vostro fornitore Vi fornisce.
          Questa modalità non c’entra nulla con ciò che prevede la direttiva macchine o il regolamento sui prodotti da costruzione (Lei parla di prodotti da costruzione, ma forse si tratta solo di macchine, questo non lo so).
          Il Vostro fornitore Vi deve rilasciare delle dichiarazioni firmate da lui e non fotocopie di certificati che lui ha ricevuto da un organismo notificato.
          Legga bene cosa sta scritto su quei certificati e capirà che Vi stanno prendendo in giro.
          Su qualsiasi certificato “serio” sta scritta la seguente frase:- questo documento riguarda il campione che è stato testato, non dice nulla sulla produzione di serie-. Quindi Le chiedo, se si sente garantito da questo documento.
          Il fornitore deve fornire una dichiarazione, firmata dal legale rappresentante in cui dichiara, che ogni prodotto che Vi vende rispetta la legge.
          Attualmente quei prodotti non rispettano la legge, anche solo per il fatto che sono accompagnati da un manuale non in italiano. La traduzione la deve fare chi Vi vende il prodotto e non Voi.
          Da questo secondo commento, ho l’impressione che, nè Voi, nè il Vostro fornitore, soprattutto quest’ultimo, sappiate cosa c’è scritto sulla direttiva macchine.
          Se vuole la può trovare e scaricare da questo sito.
          La saluto cordialmente
          ing. Carraro

  7. Marta

    on 19 novembre 2015 at 13:35 - Rispondi

    Buongiorno,

    vorrei gentilmente chiedere se per i vetri di serramenti di nuova installazione (2015) è obbligatoria la presenza di marcatura CE direttamente nella vetrocamera degli stessi o solo su documenti di accompagnamento.

    Grazie e cordiali saluti

    • admin

      on 19 novembre 2015 at 14:32 - Rispondi

      Salve, la marcatura CE normalmente si appone sui prodotti, però esistono delle condizioni estetiche, come in questo caso, che possono consigliare di applicare il marchio CE tramite etichetta, oppure in posizione non visibile.
      Per una risposta certa è necessario consultare la norma armonizzata di prodotto relativa a questi vetri, che sono considerati prodotti da costruzione ed in quanto tali ricadono nel regolamento 305/2011/CE e nella citata norma armonizzata.
      L’obiettivo di tutte le direttive è fare in modo che il cliente riceva il prodotto accompagnato dal marchio CE, in modo da essere informato sul fatto che il produttore ne dichiari la conformità.
      Successivamente all’acquisto non esiste un obbligo di esposizione, però la norma è il documento che fa testo in ogni caso.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  8. maurizio

    on 9 novembre 2015 at 15:41 - Rispondi

    sono un’impresa edile, ho fatto istallare degli infissi in una scuola da una ditta specializzata in serramenti, alcuni di questi serramenti sono delle uscite di emergenza all’atto della richiesta dei certificati di conformità la ditta mi consegna un’autocertificazione e le copie dei certificati delle prove di laboratorio dei materiali usati e per le uscite di sicurezza solo i certificati di conformità dei maniglioni della cisa… cosa altro mi deve consegnare? vi ringrazio sin da ora

    • admin

      on 9 novembre 2015 at 15:45 - Rispondi

      Salve, quello che ha consegnato va bene, però ci deve essere anche il manuale di istruzioni e l’etichetta con il marchio CE ed il nome della ditta produttrice su ogni singolo infisso.
      I certificati poteva anche evitare di consegnarli, non hanno alcun significato pratico, a meno che non servano per i vigile del fuoco, certamente non sono necessari per la marcatura CE.
      Cordiali saluti.
      ing. Carraro

      • Marta

        on 19 novembre 2015 at 23:22 - Rispondi

        Grazie mille per le informazioni.

  9. Ana Silva

    on 27 ottobre 2015 at 15:29 - Rispondi

    Buongiorno Ing. Carraro,

    Ho necessità di sapere se esiste una norma armonizzata che indichi di come debbano essere imballati i vetri e se i cavalletti utilizzati per il traporto e il carico debbano essere marcati CE.
    Studiando la direttiva macchine 2006/42/EC e il documento “Classification of equipment used for lifting loads with lifting machinery”, non è ben chiaro se tali cavalletti siano da considerare accessori per il sollevamento e quindi con l’obbligo di essere marcati CE.
    Mi può cortesemente dare una risposta in merito
    La ringrazio anticipatamente.
    Cordiali Saluti
    Ana

    • admin

      on 27 ottobre 2015 at 16:18 - Rispondi

      Salve, La ringrazio per l’attenzione, il mio parere è che sia corretto considerarli accessori di sollevamento, la pensavano così anche quei clienti, che ci hanno affidato il compito di fare la marcatura su loro prodotti analoghi, ad esempio abbiamo marcato dei sostegni per rulli di laminatoi di ILVA.
      Al di là di quale direttiva rispettare, il compito del produttore è quello di garantire la sicurezza del prodotto, farlo tramite la 2001/95/CE “sicurezza generale dei prodotti” o farlo con la direttiva macchine, la differenza è solo formale, la sostanza e l’onere non vengono meno.
      Per quanto riguarda l’imballo dei vetri, ritengo che si debbano rispettare le norme sugli imballi, ma non credo che ci sia una norma specifica per gli imballi destinati al vetro.
      Ritengo si debbano rispettare le norme di sicurezza, tenendo conto della tipologia del prodotto.
      La ringrazio e La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  10. Francesco Nemo

    on 29 settembre 2015 at 09:01 - Rispondi

    Buongiorno ing Carraro, un ns. cliente Lituano ci chiede la dichiarazione di conformità sull’imballo relativa alla direttiva 94/62/CE. Noi non siamo costruttori di imballi, nel ns. caso scatola cartone e pallet legno sono utilizzati per confezionare i ns. prodotti.
    Le chiedo se è corretta la richiesta del cliente in quanto non ho trovato riscontri in rete chiari, se si dobbiamo inviare al cliente le dichiarazioni dei ns. fornitori o se dobbiamo stilare noi questa dichiarazione consapevoli che non abbiamo sotto controllo il loro processo di produzione. Noi non abbiamo un “progetto imballo” sui ns. prodotti anche se sono state fatte delle semplici considerazioni come l’utilizzo di materiali riciclabili e che lo stesso non sia sovradimensionato rispetto al contenuto ecc.
    La ringrazio per la Sua disponibilità e per il blog pieno di spunti molto utili.
    Cordiali saluti
    Francesco

    • admin

      on 29 settembre 2015 at 11:06 - Rispondi

      Salve, anche se Voi non producete imballi, su di essi devono essere riportate le informazioni previste dalla legge.
      Non ho trovato riscontro in merito all’obbligo di dichiarazione di conformità alla direttiva sugli imballi, anche se normalmente tale dichiarazione dovrebbe accompagnare tutti i prodotti.
      Concordo con Lei sul fatto che non siete Voi a dover emettere questa dichiarazione di conformità, che casomai dovreste essere Voi a richiedere al Vostro fornitore.
      Il Vostro cliente forse non trovando le indicazioni di legge sull’imballo, ve le chiede, ma certamente non siete Voi a dover rilasciare questa dichiarazione.
      Consiglio di verificare se ci sono le indicazioni di legge sui Vostri imballi, di richiederle sempre ai Vostri fornitori e per accontentare il cliente, farvi rilasciare la dichiarazione di conformità dal Vostro fornitore, sperando che Ve la dia.
      Forse una lettura della direttiva sugli imballi, dato che li utilizzate, non sarebbe un cattivo investimento, per evitare da un lato di acquistare imballi non a norme e dall’altro di assecondare domande fuori luogo.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  11. Carlo

    on 24 settembre 2015 at 15:41 - Rispondi

    Buon pomeriggio,
    prima di tutto complimenti per il vostro sito.

    Siamo costruttori di involucri vuoti per quadri elettrici.
    Noi vendiamo l’involucro VUOTO al costruttore/cablatore di quadri elettrici. (Ho dato risalto a vuoto per far capire che noi non cabliamo ma realizziamo solo la carpenteria).
    Abbiamo l’obbligo di marcare CE il nostro prodotto?

    una seconda informazione: mi potreste spiegare cos’è una norma armonizzata?

    Grazie mille

    • admin

      on 29 settembre 2015 at 10:54 - Rispondi

      Salve, grazie per le Sue valutazioni, invece di rispondere direttamente, dato che l’argomento è molto discusso. Le pongo prima una domanda:
      – dato che le automobili sono regolate dalle direttive automotive, Lei ritiene che anche gli pneumatici siano regolati dalle stesse direttive sulla sicurezza, oppure non essendo autoveicoli, gli pneumatici sono esclusi dalle regole sulla sicurezza? Inoltre dato che gli pneumatici non hanno la targa, si possono fabbricare e vendere senza rispettare le norme sulla sicurezza?
      Domande retoriche, come può ben comprendere, alle quali Lei saprà dare la corretta risposta, ma le ho poste, per quegli “esperti” che sostengono che per esempio un plantare è un dispositivo medico, ma il materiale con cui è costruito non rientra nella stessa direttiva.
      L’involucro per quadri elettrici è parte integrante del quadro elettrico e per esempio può presentare degli aspetti di sicurezza meccanica che sono disciplinati dalla direttiva bassa tensione, altrimenti in base a cosa si dichiarano sicuri?
      Tutti i prodotti immessi in commercio devono essere dichiarati sicuri e per farlo è necessario individuare la direttiva più pertinente, in questo caso quella sui quadri elettrici. Naturalmente l’analisi dei rischi non considererà molti aspetti elettrici che non interessano l’involucro, però l’isolamento dovrà essere considerato.
      Se l’involucro sarà venduto sul libero mercato, anche come componente, avrà l’obbligo di riportare il marchio CE e le indicazioni minime per un utilizzo sicuro, per esempio non c’è alcun limite alla tensione installabile all’interno di esso? Non credo, ma su questo aspetto l’esperto è Lei.
      Una norma armonizzata è una norma valida a livello europeo, in tutti gli stati membri, perchè è in accordo con una direttiva europea. Si differenzia dalle norme nazionali, che possono essere simili, perchè ha un ambito territoriale di validità molto più ampi cioè tutta l’UE.
      Nel caso dei prodotti da costruzione (unico caso) le norme armonizzate sono vincolanti ovvero rientrano nell’ambito del Regolamento 305 e DEVONO essere rispettate, mentre tutte le altre norme sono di tipo volontario e comunque danno solo la PRESUNZIONE del rispetto della direttiva e non la certezza. Ci sono norme il cui rispetto non copre tutti i rischi della direttiva a cui sono armonizzate.
      Cordiali saluti.
      Ing. Carraro

Lascia un commento