Marcatura CE Macchine

Breve illustrazione sulla Marcatura CE

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare.

La direttiva macchine comprende i seguenti prodotti:

  • le macchine
  • le quasi macchine
  • le attrezzature intercambiabili
  • i componenti di sicurezza
  • gli accessori di sollevamento
  • le catene, funi e cinghie
  • i dispositivi amovibili di trasmissione meccanica

Alcune tipologie di macchine possono esporre l’utilizzatore ad un elevato rischio, tanto da poter diventare mortali. Queste vengono raccolte nell‘allegato IV della Direttiva Macchina.

Alcune categorie di macchine (presenti in allegato IV e prive di norma armonizzata) necessitano dell’intervento di un Organismo Notificato per essere marcate CE, fermo restando che i certificati e le documentazioni rilasciate non costituiscono la marcatura CE, ma ne sono solo una piccola parte se pur necessaria in questi limitati casi.

La marcatura CE delle macchine è un obbligo per chi le immette in libera pratica all’interno della Comunità Europea. Una macchina non marcata CE è una macchina illegale.

La legge persegue civilmente e penalmente chi non Marca CE, sia le macchine, che tutti i prodotti che rientrano nelle direttive con obbligo di Marcatura CE. Nella direttiva macchine ciò è espressamente ribadito, potete verificarlo direttamente cliccando su: Direttiva Macchine 2006/42/CE

Sei un produttore od un importatore? I tuoi prodotti devono essere marcati CE e non sai come fare? Chiedere informazioni e ricevere risposte e/o preventivi è gratuito.

Se decidi di lavorare con noi, ti guideremo passo passo nella marcatura CE dei tuoi prodotti. Alla fine delle procedure di marcatura CE i tuoi prodotti potranno essere immessi in libera circolazione all’interno della Comunità Europea senza alcun limite.  Siamo Consulenti per centinaia di Aziende che si affidano a noi.

Collaboriamo quotidianamente con: Guardia di Finanza, Tributaria, Carabinieri, Polizia di Stato, Autorità Doganali, Tribunali, Camere di Commercio, Unioncamere ed Enti Locali i quali ci chiedono consulenza e perizie. 

Puoi contattarci scrivendo una mail a  squizzato@marchioce.net o telefonando al numero +39 347 3233851. Il nostro esperto è sempre online. 

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95 comments to this article

  1. Carlo Gini

    on 17 gennaio 2017 at 09:54 - Rispondi

    Buongiorno, in una precedente risposta riportate la frase “perché un soggetto extra europeo NON può fare la marcatura CE”. Non mi risulta che vi sia alcuna disposizione in merito, dato che anche la Guida Europea riporta “Il fabbricante stabilito al di fuori dell’UE non è obbligato a designare un mandatario: egli potrà assolvere a tutti i suoi obblighi direttamente. Tuttavia, a prescindere dal fatto che nomini o meno un mandatario, egli dovrà sempre indicare nella dichiarazione CE di conformità o nella dichiarazione di incorporazione il nome e l’indirizzo della persona stabilita nell’UE autorizzata a compilare il fascicolo tecnico o la relativa documentazione tecnica”. Le due cose mi sembrano ben diverse. Vorrei quindi sapere da dove avete estratto la vostra affermazione. Ringrazio anticipatamente. Carlo Gini

    • admin

      on 17 gennaio 2017 at 16:57 - Rispondi

      Salve, vedo che Lei sembra molto preparato, allora vorrei fare io una domanda: in caso di problemi con i prodotti importati da fuori Europa, chi risponde civilmente e penalmente secondo la legge europea? Il cinese? Inoltre quale Guida europea sta citando?
      Secondo la Sua interpretazione un cinese potrebbe vendere in Italia senza mandatario (soggetto europeo) e senza avere una sede in Europa, ma semplicemente facendo i documenti previsti dalle direttive, o meglio seguendo le linee guida.
      Come sempre, quando si sostengono queste tesi, non si riporta il testo della legge, ma quello delle linee guida, omettendo che nelle linee guida c’è scritto che nessuna interpretazione delle stesse può essere utilizzata al posto delle legge o per contraddirne il significato.
      Le leggi europee sono emanate da autorità europee e valgono esclusivamente sul territorio europeo e per i soggetti europei, questo vale per tutte le leggi e non solo per quelle sulla marcatura CE.
      La legge europea non ha giurisdizione ad esempio in Cina o in altro Paese extra UE, così come (per fortuna) le leggi cinesi non valgono in Italia, altrimenti avremmo anche la pena di morte.
      Allora a cosa vale fare queste estensioni “territoriali” basate su letture di documenti privi di valore legale?
      Le risposte potrebbero essere molte, ma le lasciamo ai lettori.
      Alla fine del Suo commento c’è questa frase “egli dovrà sempre indicare nella dichiarazione CE di conformità o nella dichiarazione di incorporazione il nome e l’indirizzo della persona stabilita nell’UE autorizzata a compilare il fascicolo tecnico o la relativa documentazione tecnica”, che contraddice tutto il significato di ciò che è riportato prima, dimostrando che anche chi scrive le linee guida o le traduce, a volte non ha proprio le idee chiare.
      Che cos’è il fascicolo tecnico, se non l’intera documentazione della marcatura CE? Come mai si dice che il soggetto che”compila” (termine ridicolo nel contesto, dato che il fascicolo non si compila) deve essere stabilito nella comunità europea? Perché, dato che il cinese può fare tutto, non “compila” anche il fascicolo tecnico?
      Infine cosa dice la legge in merito a chi immette sul mercato un prodotto con il proprio nome? Forse le risposte a queste domande potrebbe essere più utile che la lettura di linee guida, molto spesso contenenti informazioni non chiare o contraddittorie.
      In ogni caso noi forniamo ai nostri clienti ed ai nostri lettori la nostra consulenza, basata sul testo di legge, non a caso non riportiamo mai alcuna linea guida, la cui lettura lasciamo agli esperti.
      Dopo migliaia di consulenze, verificate da ogni tipo di autorità, non è mai stato sollevato questo problema, che invece è stato molte volte contestato ad importatori che utilizzavano documenti emessi dai produttori extra europei.
      Infine ultima domanda. Lei utilizzerebbe un prodotto o farebbe utilizzare a suoi figli o nipoti, dei prodotti il cui unico garante, che firma la dichiarazione di conformità, è un cinese, residente in Cina, o un austrailiano residente in Australia (per non fare discriminazioni)?
      La ringrazio e La saluto cordialmente
      ing. Carraro

      • Carlo Gini

        on 17 gennaio 2017 at 17:47 - Rispondi

        Intanto grazie per la risposta.
        La linea guida alla quale ho fatto riferimento è quella elaborata dalla commissione europea imprese e industria. Si trova facilmente in rete con una ricerca.
        Comunque, al di la di considerazioni sulla bontà di una costruttore, che abbia o meno nominato un mandatario, il mio quesito è diverso. Su quale base, o meglio, su quale articolo di legge, si può supporre che un costruttore extra comunitario non possa effettuare la marcatura CE in proprio ma debba necessariamente avvalersi di un tramite quale il mandatario? A me risulta che l’unico obbligo sia quello della nomina del soggetto autorizzato a costituire il fascicolo tecnico. Questo, siamo d’accordo, deve essere stabilito nella comunità europea. Ma, pur con questa precisazione, il fabbricante mi risulta essere autorizzato a effettuare la marcatura CE.
        Ritengo che questo aspetto, una volta chiarito, possa essere utile a entrambi.
        Saluti.
        Carlo Gini

        • admin

          on 18 gennaio 2017 at 01:22 - Rispondi

          Salve, apprezzo la Sua replica che La identifica come una persona intelligente ed a cui piace il dialogo ed il confronto.
          Approfitto per scusarmi, se forse nella mia risposta il tono era un po’ arrogante, ma spesso dietro commenti apparentemente “innocui” si nascondono “soggetti” più che interessati a creare confusione e far credere a realtà infondate, non era il Suo caso e me ne compiaccio.
          Il soggetto extra europeo non può in alcun caso essere chiamato in causa da alcuna legge emanata da un’autorità europea.
          Non metto in dubbio il testo della Guida, ma la sua correttezza.
          Purtroppo, e ne abbiamo avuto più di una testimonianza, al di là delle direttive ufficiali e di chi le predispone, esiste una pletora di soggetti, anche all’interno delle istituzioni europee, che non si capisce esattamente cosa facciano.
          Forse se Lei chiedesse qualcosa a qualche funzionario che risponde ai quesiti presso il NANDO, sia per mail, che per telefono, si renderebbe conto, che la confusione regna anche all’interno di quegli uffici, e noi abbiamo rinunciato da tempo a porre dei quesiti e sempre per tale ragione non badiamo assolutamente alle linee guida, che come già detto sono prive di qualsiasi valore legale.
          Ci sono molte direttive (praticamente tutte) che distinguono nettamente tre soggetti: il produttore, il mandatario e l’importatore quando il produttore è extra europeo.
          Se il produttore extra europeo fosse equiparato agli altri soggetti, per quale ragione specificare nelle direttive: “l’importatore, quando il produttore è al di fuori del territorio UE?”
          Per le direttive il produttore è solo quello europeo, e solo ad esso si rivolge e si può rivolgere la legge.
          Chiaramente, dato che il prodotto entra nel mercato UE, esso deve essere conforme, e su questo si deve impegnare il produttore extra europeo, ma è sempre un soggetto europeo che ne deve rispondere.
          Qualsiasi documento firmato da un soggetto extra europeo non ha alcun valore legale in Europa (vale anche il viceversa), per tale ragione ad esempio i certificati, quando richiesti dalla legge devono essere emanati da un organismo riconosciuto dal NANDO e non ne esiste neppure uno cinese, e neppure di altri Paesi, esclusi quelli per i quali ci siano trattati di reciproco riconoscimento.
          Lo può facilmente verificare consultando il NANDO.
          Non esistono articoli di legge che affermano ciò che non si deve fare o ciò che non è, ma le leggi indicano ciò che si deve fare e chi ne è obbligato, per tale ragione le direttive non dicono in alcuna parte: il soggetto extra europeo non può fare la marcatura CE, semplicemente perchè tale precisazione è superflua ed in nessuna direttiva si affida al produttore extra europeo un ruolo di responsabilità.
          Mi permetto di dare un consiglio a Lei ed a tutti coloro che leggono le linee guida: leggete le direttive e se le linee guida affermano qualcosa di diverso, ritenete semplicemente che siano errate.
          Quando Lei o chiunque altro, mi riporterà un testo di legge in cui sta scritto che un soggetto extra europeo è obbligato a rispettare le leggi europee, quando se ne sta nel suo Paese, allora potrò rivedere le mie posizioni e darò ampio spazio a questo argomento su tutti i nostri blog.
          Nell’attesa ribadisco la mia posizione, che peraltro è quella sostenuta da tutte le autorità di controllo in tutte le sedi legali.
          La ringrazio e La saluto cordialmente
          ing. Carraro

  2. Alan Bertolaso

    on 12 gennaio 2017 at 09:58 - Rispondi

    Buon giorno
    sono un appassionato di birra artigianale e ne produco per uso proprio. Questa mia esperienza mi ha portato a costruirmi una piccola macchina per la produzione la quale potrebbe essere anche aumentata di dimensioni per creare un proprio impiantino per la produzione artigianale.
    Ho letto il suo blog e capisco che devo fare la procedura della marcatura ce prima di vendere il prodotto e se non sbaglio è una autocertificazione.
    Tuttavia non credo di avere tutte le competenze in merito per la marcatura CE. Come posso procedere?

    • admin

      on 17 gennaio 2017 at 16:42 - Rispondi

      Salve, questo prodotto deve essere marcato CE a prescindere dal fatto che Lei lo venda o lo utilizzi per sè.
      Nel caso lo ritenga utile, noi possiamo fornire l’assistenza necessaria.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  3. luca

    on 20 dicembre 2016 at 17:32 - Rispondi

    sono in possesso di un generatore 20kva privo di documenti di conformità lo devo vendere e mi è stato richiesta documentazione .Cosa posso fare?

    • admin

      on 27 dicembre 2016 at 19:11 - Rispondi

      Salve, per poterlo mettere in regola deve rifare la marcatura CE, per la parte possibile, ovvero nuova analisi dei rischi, nuovo manuale e dichiarazione di conformità, nuova etichetta CE.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  4. tartaglia enrico

    on 1 dicembre 2016 at 10:02 - Rispondi

    Buon giorno, acquistiamo delle macchinette per la diffusione di aromi dalla Cina, il ns fornitura ci ha fornito la certificazione CE , vorremo apporre una targhetta CE sulla macchinetta, possiamo mettere il solo simbolo CE con i dati tecnici della macchinetta omettendo il nome del costruttore ?

    • admin

      on 7 dicembre 2016 at 16:34 - Rispondi

      Salve, Voi per la legge siete “i produttori” e dovete fare la marcatura CE completa di questi prodotti.
      La certificazione CE fornita dal cinese è di fatto una mistificazione, perchè un soggetto extra europeo NON può fare la marcatura CE e perchè al massimo quei documenti (peraltro non richiesti dalla legge), li potrete inserire nel fascicolo tecnico che Voi dovrete predisporre a nome Vostro.
      L’attuale sistema che state utilizzando può costarVi da 10 a 50 mila euro di multa e una condanna penale fino ad un anno.
      Spero che queste informazioni Vi possano essere utili, chiaramente non entro nel merito della domanda specifica, perchè in questo contesto non ha alcun significato, sarebbe come occuparsi di un brufolo, quando si corre il rischi di avere una malattia mortale.
      La ringrazio e La saluto cordialmente.
      Ing. Carraro

  5. Paribello Antonio

    on 2 ottobre 2016 at 22:11 - Rispondi

    Salve,

    desidero informazioni a riguardo gli autovelox approvati con Decreto Dirigenziale del Ministero dei Trasporti e commercializzati presso società e Enti devono essere in possesso del certificato di conformità CE.

    Paribello A.
    Grazie

    • admin

      on 3 ottobre 2016 at 08:48 - Rispondi

      Salve, questo prodotto rientra nel settore dell’automotive, quindi deve essere omologato dal Ministero dei trasporti.L’omologazione super di fatto qualsiasi marcatura CE, ma non è escluso che per ottenere l’omologazione sia necessario dimostrare che il prodotto è marcato CE nel rispetto delle vari direttive che lo disciplinano.
      Noi ci occupiamo solo di marcatura CE e non di omologazione, quindi una risposta esauriente la potrà trovare cercando il metodo di omologazione.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  6. Andrea

    on 24 giugno 2016 at 11:23 - Rispondi

    Salve Ing.Carraro, avrei un quesito da porle. Se la nostra stampante 3d è già marcata CE e ci arriva un ordine sul nostro e-commerce da un cliente residente in un paese fuori dall’unione europea (stati uniti, canada, giappone o altro) io come produttore e venditore devo certificare la macchina per il paese di destinazione? o basta che io la abbia marcata CE perchè vendo in italia? Ovvero, se avessi un negozio fisico in italia e un cliente straniero in vacanza la acquista fisicamente da noi, io non sono obbligato ad avere la macchina certificata per il suo paese di residenza extra europeo ma posso stare tranquillo che in futuro non verranno fuori problemi?

    Sperando in una sua risposta la ringrazio e porgo cordiali saluti.

    • admin

      on 24 giugno 2016 at 12:10 - Rispondi

      Salve, la Sua domanda è interessante, perché riguarda tutte le vendite e-commerce, in questi casi l’onere della marcatura CE esiste solo per i soggetti residenti in UE e per i clienti del mercato UE.
      Ogni altra combinazione esula da obbligo di marcatura CE.
      In particolare giova ricordare che un soggetto europeo che acquista da un sito estero, si assume l’onere della marcatura CE, che invece non può fare chi gestisce l’e-commerce extra UE, che se marca il prodotto, commette un illecito.
      Cordiali saluti
      Ing. Carraro

  7. Jacopo

    on 31 maggio 2016 at 00:35 - Rispondi

    Buongiorno ing.Carraro,
    le scrivo per avere un chiarimento in merito ad una macchina commissionata dalla mia azienda ad un fornitore. Una parte della progettazione della macchina (nel caso specifico il software PLC) è stata eseguita da un dipendente della mia azienda dell’ufficio ingegneria. Secondo l’RSPP della mia azienda in questo caso la dichiarazione di conformità della macchina sarebbe in carico al responsabile dell’ufficio ingegneria che diventerebbe quindi “produttore” (anziché il fornitore esterno).
    Personalmente non mi è chiara questa spiegazione, per cui spero lei possa chiarirmi meglio i termini della questione.
    La ringrazio della disponibilità.

    • admin

      on 31 maggio 2016 at 19:27 - Rispondi

      Salve, prima di fornirLe la risposta in merito alla domanda, mi permetto una riflessione: ma perchè in questo Paese le persone non si limitano a fare il proprio lavoro ed a parlare di cose che conoscono, invece di parlare di cose che evidentemente non conoscono, creando confusione e facendo perdere tempo?
      Se non ho compreso male Voi siete i committenti di una macchina ben specifica che deve avere caratteristiche da Voi determinate ed indicate al Vostro fornitore, se questa premessa è corretta il soggetto obbligato a marcare questa macchina siete Voi, che non state acquistando un prodotto da catalogo, ma una macchina specifica per le Vostre necessità e di cui fornite un software operativo, non una vite di ricambio.
      Anche considerando il fatto che la marcatura CE della macchina la faccia il Vostro fornitore, questo può dipendere dai Vostri accordi, quando mai sarà possibile che un dipendente impegni personalmente l’azienda con dichiarazioni proprie?
      Se un dipendente esegue un qualsiasi lavoro, quello è un lavoro dell’azienda e di quel lavoro risponde nei confronti terzi ESCLUSIVAMENTE il legale rappresentante dell’azienda, che è l’unico soggetto che può rilasciare dichiarazioni di conformità sui prodotti e qualsiasi altro documento a nome dell’azienda.
      Stupisce in particolare, che una corbelleria come quella riportata da Lei, provenga da un RSPP, ovvero un soggetto che di leggi sulla sicurezza dei macchinari, ne dovrebbe sapere un po’ di più della Signora Maria.
      In realtà credo che se facessimo fare la gestione di cose importanti, come la sicurezza, a tante Signore Marie, forse qualcosa migliorerebbe in questo Paese, perchè un ignorante di buon senso è preferibile ai vari “te lo dico io”, di cui siamo purtroppo circondati in tutti i settori.
      Spero che la risposta sia chiara e Le sia utile, per varie considerazioni.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

      • Jacopo

        on 31 maggio 2016 at 22:41 - Rispondi

        Intanto la ringrazio per la risposta precedente. Se ho capito bene da quanto mi scrive è corretto che la dichiarazione di conformità sia a carico della mia azienda in quanto la macchina in questione non è comprata “da catalogo” ma sviluppata secondo le nostre richieste (ed in parte anche progettata).
        Se specificato in fase di accordo, però, la macchina potrebbe essere marcata CE dal nostro fornitore.
        In ogni caso solo il legale rappresentante di un’azienda (e nessun altro dipendente della stessa) può rilasciare la dichiarazione di conformità di un macchinario realizzato.
        Mi scusi se se mi sono ripetuto, è solo per essere certo di aver compreso bene i termini della questione.
        Grazie ancora della sua disponibilità.
        Cordiali saluti.

        • admin

          on 31 maggio 2016 at 23:44 - Rispondi

          Salve, Lei ha compreso perfettamente ed è anche stato più corretto di me, nel tralasciare l’altra parte della Sua mail.
          1 a 0 per Lei in diplomazia.
          La saluto cordialmente
          Ing. Carraro

          P.s. La dichiarazione di conformitá è solo l’uno % del fascicolo tecnico, per poter scrivere e firmare la dichiarazione è necessario aver predisposto il fascicolo tecnico della macchina

  8. giuseppe

    on 27 maggio 2016 at 23:15 - Rispondi

    Salve Sig. Carraro,
    Le scrivo per un chiarimento riguardo una macchina che sto producendo.
    Si tratta di una macchina a funzionamento elettromagnetico, con voltaggio di 6V e 1,5A. In realtà mi occupo dell’ assemblaggio inquanto i componenti vengono realizzati da una ditta che si avvale di controllo numerico. Questa ditta ovviamente ci ha fornito tutte le certificazioni dell’ acciaio e del rame utilizzato nella componentistica. La domanda è questa: possiamo fare una autocertificazione di questa macchina? in tutte le altre che abbiamo visto in commercio c’è sempre scritto che non rientra nell’ allegato IV, di cosa si tratta?
    La ringrazio molto per il suo tempo

    • admin

      on 29 maggio 2016 at 11:19 - Rispondi

      Salve, Lei definisce il Suo prodotto una macchina, quindi rientra in direttiva macchine.
      L’allegato IV va citato quando un macchina vi rientra e non quando non vi rientra, quindi le cose che Lei ha letto sono quanto meno inutili se non scorrette.
      Presumo che la macchina NON rientri in allegato IV, ma senza sapere cos’è devo fidarmi di ciò che afferma Lei, quindi può essere marcata senza valutare la necessità di far intervenire un organismo notificato, perciò in perfetta autonomia.
      Il costruttore prepara tutto il fascicolo tecnico, all’interno del quale c’è anche la dichiarazione di conformità che molti chiamano erroneamente ” certificato di conformità” e ritengono rappresenti la marcatura CE.
      La dichiarazione di conformità sta alla marcatura, come il bollino sta alla patente, non si può guidare avendo a disposizione solo il bollino.
      Si scarichi la direttiva macchine, la studi bene e la applichi, così potrà essere in regola con la legge.
      La nostra società è a disposizione per fornire la consulenza se richiesta.
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  9. Gabriele

    on 5 maggio 2016 at 10:48 - Rispondi

    Buongiorno Ingegnere,

    intanto voglio rinrgaziarLa per le informazioni che, tramite il sito, mette a disposizione chiarendo molti dubbi riguardo all’argomento.
    Volevo anche chiederle se è possibile chiarire un ulteriore dubbio riguardo alle normative per la marcatura CE.
    In particolare ho un semplice dispositivo costituito da pompa-tubi-serbatorio-filtri(opzionali)-quadro elettrico il tutto non supera i 5bar di pressione (c’è un pressostato elettronico che interviene se si superano i 5 bar) , non riesco a capire se tale dispositivo ricade nella normativa macchine o in altre normative.
    La ringrazio anticipatamente , cordiali saluti

    • admin

      on 5 maggio 2016 at 14:09 - Rispondi

      Salve, il quesito che Lei pone è molto semplice, il Suo prodotto ricade in direttiva macchine ed in direttiva ped, poi sarebbe necessario uno studio più particolare per capire se eventualmente ce ne sono altre di pertinenti.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  10. Flavio

    on 23 aprile 2016 at 10:59 - Rispondi

    Buongiorno
    Volevo importare macchine utensili già assemblate dalla P.R.C ad oggi senza conformità percessere venduta in Europa
    La mia domanda era:
    Posso fare inviare le macchine in Italia per poi io metterle a norma di legge in tutto e quindi rivenderle?
    E se non posso la seconda possibilità puo essere
    Inviare tutti i particolari smontati e quindi la costruisco qui e poi faccio tutte Le documentazione per venderle?
    Grazie
    Saluti

    • admin

      on 23 aprile 2016 at 23:20 - Rispondi

      Salve, in base alla legge Lei potrebbe importare le macchine e poi fare la marcatura CE, ma data la situazione delle dogane italiane, Le consiglio di fare la marcatura PRIMA di importare le macchine, la verifica sul loro stato reale la farà quando le avrà a disposizione.
      Anche importandole a pezzi e montandole, corre gli stessi rischi, inoltre dato che la marcatura CE la deve fare per legge, farla prima o dopo non cambia nulla per Lei.
      Spero dì essere stato chiaro, se ha bisogno mi contatti pure.
      Cordiali saluti
      Ing. Carraro

      • Flavio

        on 27 aprile 2016 at 23:35 - Rispondi

        Buongiorno
        Ma devo andare in Cina per fare la marcatura?
        Come faccio a fare la marchiatura se la macchina non è qui?
        È sufficiente con i soli documenti ?
        Grazie

        • admin

          on 28 aprile 2016 at 08:43 - Rispondi

          Salve, non deve andare in Cina, il lavoro che deve fare Lei è documentale, poi quando avrà la macchina a disposizione verificherà se è a norme.
          Capisco che è un modo di procedere all’incontrario, prima si afferma che la macchina è a norme e poi si verifica, ma questo è tutto merito del comportamento dei soli doganieri italiani, i quali sono tra l’altro convinti di avere ragione a continuare ad applicare le legge in questo modo.
          Nelle dogane estere la legge è applicata correttamente, la merce entra, non si può vendere prima di averne garantito la conformità e non ci sono sequestri ed altri soprusi durante l’importazione.
          Come al solito dobbiamo distinguerci.
          Cordiali saluti
          ing. Carraro

  11. Roberto

    on 21 marzo 2016 at 18:06 - Rispondi

    Salve e complimenti per l’utilità del sito.
    Sto iniziando una nuova attività per la costruzione di macchinari ginnici, premesso che non si tratta di attrezzature molto complicate (posso inviare foto) e che tecnicamente sarei pronto alla stilatura di una dichiarazione di conformità, Potrei avvalermi di un’autocertificazione per dimostrare di rispettare la normativa CE ? grazie mille..
    saluti, Roberto Bonanno.

    • admin

      on 21 marzo 2016 at 18:20 - Rispondi

      Salve, la marcatura CE è sempre “un’autocertificazione” nel senso che la fa il produttore o l’importatore.
      Tra i compiti di questo soggetto c’è anche la dichiarazione di conformità, ma lui deve sapere a quale legge e norma è conforme il prodotto, per questa ragione deve predisporre il fascicolo tecnico, che è una sorta di “cartella clinica”, che contiene tutta la vita del prodotto.
      Quindi è corretto fare la dichiarazione di conformità, ma essa è come la ciliegina sulla torta, senza la torta la ciliegina non si metta da nessuna parte.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  12. Rosario

    on 15 marzo 2016 at 12:39 - Rispondi

    Buongiorno ingegnere, le vorrei chiedere se è possibile che io abbia il mio contatore Enel Con il marchio C E. Attaccati potrebbe essere non a norma? La ringrazio anticipatamente.

    • admin

      on 15 marzo 2016 at 14:08 - Rispondi

      Salve è assolutamente possibile e Lei è in numerosa compagnia, infatti ci sono milioni di contatori installati, uguali al Suo.
      Ci sono varie compagnie della Guardia di Finanza che stanno indagando in tutta Italia su questo problema, ma fino ad oggi non hanno raggiunto alcun risultato.
      Difficoltà, impedimenti, incapacità? Non so quale sia il motivo, io Le posso solo dire che quel marchio non corrisponde alla legge, ma sembra che nessuno ne sia responsabile.
      Anche Lei se vuole può rivolgersi alla Guardia di Finanza segnalando la cosa, non so che seguito ci sarà, ma intanto Lei farà il Suo dovere, poi chissà se gli altri faranno il loro?
      Cordiali saluti
      ing. Carraro

  13. Angelo

    on 15 marzo 2016 at 03:09 - Rispondi

    Buonasera ingegnere,
    Sono Angelo e la contatto per un caso molto particolare per la quale vorrei capirci meglio. Sono un rivenditore di autoveicoli e qualche anno fa ho acquistato un Bobcat 773H del 2001, sprovvisto di certificati e manuali d’uso il quale però era già provvisto di targa. Ora ho un potenziale cliente per vendere appunto il mezzo a quest’ultimo e mi sto muovendo per recuperare le copie dei libretti e della dichiarazione di conformità ce emessa da bobcat in quell’anno (fortunatamente si può) . Spulciando tra i commenti qui ho letto della questione sul “rifacimento” di questo certificato… Come funziona? Può effettuarlo anche il mio futuro cliente previo accordo? Come mi devo comportare? Grazie mille anticipatamente, Angelo

    • admin

      on 15 marzo 2016 at 10:13 - Rispondi

      Salve, la macchina deve essere rimarcata CE, ovvero deve essere rifatto il fascicolo tecnico, altrimenti legalmente non si può vendere, se poi il cliente è disposto ad acquistarla comunque, è un problema suo, perchè la marcatura CE la dovrà fare lui se vuole usare legalmente la macchina, come vede ho usato due volte il termine legalmente, spero che sia chiaro il significato, se poi uno vuole agire al di fuori della legge non ci sono regole che tengano.
      La saluto cordialmente

  14. Alessandro

    on 8 marzo 2016 at 17:52 - Rispondi

    Buongiono,
    innanzitutto complimenti per il sito e la disponibilità. Avrei una domanda se possibile:

    ho recentemente cambiato fornitore di accessori per il sollevamento con gru, (nella fattispecie parli di sacchi da sollevamento tessili tipo big bag).

    Oggi ho ricevuto la prima consegna dei prodotti in questione:sono prodotti in India con etichetta dell’importatore italiano, hanno sull’etichetta un marchio CE un pò deformato, ma potrebbe essere un problema di stampa, inoltre non ho un certificato CE, ma soltanto un certificato di test con standard ISO eseguiti dalla COTECNA, colosso internazionale del settore da quanto ho capito, ma mi resta il dubbio. Il fornitore sostiene che Cotecna sia un ente certificatore riconosciuto in Europa, e che è disposto (secondo me dovrebbe essere tenuto) ad autocertificare che il prodotto da lui rivenduto rispetta le norme CE.

    Devo esigere un certificato o posso stare tranquillo con documentazione tecnica COTECNA e dichiarazione di conformità dell’importatore?

    E ancora, nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia redatta nel modo corretto (mi pare di capire che la forma è importante) posso rischiare ripercussioni nel momento in cui venda i prodotti della mia azienda contenuti e trasportati in questi sacchi?

    Grazie molte in anticipo

    • admin

      on 8 marzo 2016 at 18:18 - Rispondi

      Salve, Le posso dire ciò che afferma la legge, poi le conclusioni le può trarre Lei senza alcuna difficoltà.
      Innanzitutto NESSUNA legge prevede che il prodotto sia venduto accompagnato da alcun certificato, perchè questo fatto rappresenta in sostanza una presa in giro. Su qualsiasi certificato, presumo anche sul Suo, ci sta scritto (in inglese) una frase di questo tipo: “il presente documento riguarda esclusivamente il campione che è stato testato, ma non dice nulla sulla produzione di serie, è compito del produttore (importatore) rispettare le leggi che regolano il prodotto e la sua immissione in commercio”. Ritengo sia palese che Lei non ha acquistato il campione, ma dei prodotti di serie, quindi cosa Le dice quel certificato? Assolutamente nulla.
      Per la legge chi deve dire e dare cosa?
      Il produttore/importatore al momento dell’immissione in libera pratica di ogni singolo prodotto o partita di prodotti, deve rilasciare contestualmente al prodotto: il manuale di uso e manutenzione, la dichiarazione di conformità, l’etichetta con il marchio CE, possibilmente applicata al prodotto, il tutto nella lingua o nelle lingue utilizzate nel Paese in cui il prodotto è immesso in libera pratica.
      Non ho usato il termine vendita, perchè la libera pratica è un concetto ben più ampio.
      Alla luce di quanto sopra, assolutamente verificabile, consultando qualsiasi direttiva sulla marcatura CE, Lei potrà trarre le Sue conclusioni.
      A proposito a quale direttiva è conforme il Suo prodotto? Questo lo deve dichiarare il venditore. Qual’è il carico massimo sollevabile? Anche questo deve dichiararlo il venditore e scriverlo sull’etichetta, oltre a tutto il resto previsto dalla legge. Certamente non è sufficiente il marchio corretto o meno che sia. Dovrebbe comunque essere stampato correttamente, anche questo è un obbligo di legge.
      Spero di aver chiarito i Suoi dubbi.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

      • Alessandro

        on 8 marzo 2016 at 18:32 - Rispondi

        Chiaro e cristallino. E’ stato molto gentile. Grazie davvero

        • admin

          on 8 marzo 2016 at 19:23 - Rispondi

          Salve, approfitto di questa Sua risposta per un inciso di carattere generale, che non c’entra con la marcatura CE.
          Molti, tra coloro che ci contattano, esprimono le Sue stesse valutazioni, che ovviamente ci fanno piacere, ma sulle quali vorrei fare alcune considerazioni.
          Sulla qualità tecnica delle risposte, non spetta a noi esprimere giudizi, questo giustamente lo fate Voi ed a noi sta bene.
          Sulla gentilezza, sulla disponibilità e sulla cordialità che molti ci segnalano, vorrei dire che trovo del tutto insensato che qualcuno apra un blog, si faccia pubblicità in vari modi (a noi il solo adwords costa circa 40.000 € all’anno), per cercare il contatto con le persone interessate, tra le quali ci sono anche potenziali clienti e poi si dimostri: maleducato, indisponente, non tempestivo e poco cordiale.
          Trovo che un atteggiamento del genere, oltre che incomprensibile, sia anche stupido.
          Nessuno mi obbliga a gestire blog, o pubblicare video, o cercare contatti con molte persone, se lo faccio è perchè mi piace, mi piace il mio lavoro, mi piace rendermi utile agli altri, a prescindere dal fatto che questo comporti un compenso o meno, credo che neppure gli altri siano obbligati a farlo, quindi per me rimane un mistero questo modo di comportarsi, che però a quanto apprendo è molto diffuso.
          Da noi una risposta la riceverete sempre, potrebbe essere anche un “non lo sappiamo”, ma sarà sempre una risposta cortese ed educata, però anche a noi qualche volta saltano i nervi, ma sono casi del tutto isolati e purtroppo motivati.
          La ringrazio per la pazienza e l’attenzione, se Le fa piacere ci segua sui video pubblicati sul sito http://www.marcaturace.net, e su Youtube, ora abbiamo anche un nuovo sito http://www.marchioce.net
          Cordiali saluti
          ing. Carraro

  15. BRUNO

    on 2 marzo 2016 at 11:17 - Rispondi

    Gentili Sigg., buon giorno,
    un mio cliente mi ha chiesto di aiutarlo a dipanare una matassa.
    Lui possiede e utilizza alcune macchine per lavori stradali tipo caldaie su carrello targato dove rimescolano il bitume con sabbia per rattoppi stradali.
    L’ASL ha contestato che le macchine sono pericolose perchè mancano dei carter ed in buona sostanza NON sono marchiati CE.
    Le macchine sono state acquistate da lui nel 1998 e immatricolate su strada nel 2002.
    Io ho consigliato in ogni caso di eseguire i carter protettivi a norme, risistemato il bruciatore a gas con le sicurezze necessarie e consigliato di interporre una robusta griglia antiintrusione tra il coperchio e la massa bituminosa calda.
    Il costruttore delle macchine NON esiste più per giustificare il perchè NON erano marcate CE già da allora.
    Come può il mio cliente marcare CE come richiesto dall’ASL?
    In cortese attesa, ringrazio
    Bruno

    • admin

      on 4 marzo 2016 at 15:47 - Rispondi

      Salve, la questione è molto interessante, in quanto l’omologazione stradale esclude la marcatura CE, ma credo che l’omologazione riguardi il mezzo di trasporto e non ciò che vi è montato sopra, in questo caso la caldaia, che deve necessariamente essere marcata CE.
      Dopo 10 anni dalla costruzione ed anche in presenza di marcatura CE, deve essere eseguita una revisione totale, che possiamo chiamare “nuova marcatura CE”, a carico di chi ha in gestione la macchina. Pertanto non importa se il produttore esiste o meno, perché in ogni caso è il proprietario che ha questo obbligo.
      Quindi il Suo cliente deve fare la marcatura CE di questa macchina e di altre eventuali, che sta utilizzando e che sono più vecchie di 10 anni.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

  16. Fabio

    on 28 gennaio 2016 at 10:10 - Rispondi

    Buongiorno Ingegnere,

    sono il proprietario di un autolavaggio di piccole dimensioni, prodotto negli anni ’70 ed, ovviamente, privo di marcatura CE. Quale iter devo seguire? Mi sono un po’ informato ed ho visto che per macchine antecedenti il ’96 è cura del Datore di Lavoro (con aiuto di un tecnico specializzato) eseguire la Dichiarazione di Conformità secondo la Direttiva 2006/42/ce.
    E’ sufficiente per essere legalmente a posto?

    Grazie

    • admin

      on 28 gennaio 2016 at 11:09 - Rispondi

      Salve, penso che Lei si sia informato o presso una Camera di Commercio o presso qualche “tecnico specializzato”.
      Non entro nel merito di una questione già molte volte discussa sull’interpretazione riduttiva e tecnicocentrica della legge sulla sicurezza della macchine.
      Chissà per quale ragione i “tecnici specializzati” spiegano sempre che se intervengono loro si risolve tutto, se poi si va a leggere il testo della legge, non si trova il benché minimo riferimento a questi “tecnici specializzati.
      La legge dice che è Lei il responsabile di tutto e se Lei decide di farsi aiutare da un “tecnico specializzato” o da chiunque altro, lo può fare senza problemi, ma rimane sempre Lei il responsabile.
      Quindi perchè non interpellare un bravo elettricista, senza diploma o laurea, che Le spiega dove possono essere i problemi di sicurezza e come rimuoverli? (se il tecnico specializzato a cui si riferisce Lei è questo, allora va bene). A me sembrerebbe una buona soluzione.
      In realtà leggendo bene la legge si scopre che si devono rispettare le leggi vigenti sulla sicurezza delle macchine, e quali sono queste leggi? Guarda caso la direttiva macchine e le norme ad essa armonizzate.
      Quindi si confonde il fatto che non è necessario avere un fascicolo tecnico completo, con il fatto di dover fare alcuna attività, mentre l’analisi dei rischi, il manuale aggiornato, la dichiarazione di conformità e l’etichetta con il marchio CE, devono essere tutti rifatti dopo 10 anni, a prescindere dal fatto che in origine la macchina fosse o meno marcata CE.
      Queste attività ricadono tutte sotto la responsabilità di chi ha in gestione la macchina e se questo è in grado di fare da solo lo fa, altrimenti si può far aiutare, ma farsi aiutare è diverso da affidare ad altri compiti e responsabilità che invece non sono delegabili.
      Quindi il mio consiglio è quello di conoscere la direttiva macchine, capire esattamente cosa prevede, fare o farsi fare ciò che necessita ed avere la consapevolezza che in ogni caso tutte le responsabilità ricadono su di Lei, quindi si comporti di conseguenza.
      Quasi sempre i famosi “tecnici specializzati” non spiegano che la responsabilità non è loro, ma dei clienti, tra parentesi non esiste la specializzazione per fare la marcatura CE o per fare le dichiarazioni di conformità.
      La saluto cordialmente
      ing. Carraro

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